«Mio marito rapito da un folle»

FONTANETO D’AGOGNA L’UOMO SPARI’ UN ANNO FA SENZA LASCIARE TRACCIA DOPO UNA STRANA TELEFONATA
«Mio marito rapito da un folle»
Non si arrende la moglie del Testimone di Geova scomparso

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FONTANETO D’AGOGNA

Emo Piccioni vittima di un folle, un maniaco che colpisce nella zona della bassa Valsesia? A quasi un anno di distanza dalla scomparsa del marito, Enza Gentina, la moglie, non si dà per vinta. E alle vetrate dei supermercati e dei centri commerciali, sulle cabine telefoniche, alle vetrine dei negozi ha ripreso ad attaccare le foto del marito. Piccioni, uno degli esponenti di spicco dei Testimoni di Geova di Borgomanero, è scomparso il 31 ottobre del 2005: «Eravamo nella Sala del Regno quando mio marito ha ricevuto una telefonata che gli diceva di correre subito alle poste di Prato Sesia per recuperare dei documenti di un confratello che questo anonimo aveva ritrovato. Da quel momento non l’ho più rivisto». Le ricerche dei carabinieri, della guardia forestale e dei volontari hanno portato al ritrovamento della Punto, l’auto di Piccioni, ma di lui nessuna traccia né una testimonianza. Enza Gentina però un’idea di quanto è successo se l’è fatta: «In questi mesi ho contattato le famiglie della nostra provincia e delle zone vicine che hanno avuto un parente disperso e ho notato che in almeno cinque casi si tratta di persone che abitavano nella Bassa Valsesia o erano originarie di lì. Un fatto che mi ha insospettito. Le indagini dei carabinieri hanno poi accertato che la telefonata arrivata a Borgomanero il giorno della scomparsa era stata fatta da una cabina telefonica di Prato Sesia, anche qui in Bassa Valsesia, a pochi metri di distanza da dove è stata ritrovata l’auto di mio marito». C’è poi un terzo fatto: «Chi ha chiamato conosce bene le abitudini dei Testimoni di Geova. Sa che noi siamo abituati ad aiutare le persone ed accettiamo subito un incarico per gli altri: per questo a mio marito è stato proposto di ritirare dei documenti ritrovati, la stessa cosa che era stata proposta anche a dei confratelli di Biella e di Borgosesia». In un primo momento Enza Gentina aveva pensato ad una setta di satanisti, ma oggi ritiene superata quell’ipotesi: «Fossero stati dei satanisti, credo che avrebbero potuto rapire un Testimone di Geova senza chiasso e senza telefonate: noi usciamo in continuazione per portare il nostro messaggio alla gente, spesso siamo soli. Non c’era bisogno di telefonare e creare tutto questo parapiglia. Avrebbero potuto prenderlo quando volevano. Io sono del parere che Emo si sia imbattuto in qualche pazzo, però molto lucido, che conosce bene sia la zona della Bassa Valsesia sia i Testimoni di Geova. C’è un altro elemento che me lo conferma: il fatto che tutte le telefonate, anche quelle fatte ai confratelli di Biella e Borgosesia, chiedessero di andare subito nel luogo dell’appuntamento, come se chi telefonava fosse lì vicino e non volesse aspettare troppo per non farsi notare. C’è anche da dire che in tre telefonate, compresa quella a mio marito, il luogo dell’appuntamento era la piazza davanti alle poste di Prato Sesia». Un’ipotesi, quella di Enza Gentina, che finora non è stata confortata da nessuna telefonata di testimoni o altro indizio: «E’ questo l’altro aspetto incredibile, che Emo sia sparito come se l’avessero preso gli ufo, una cosa assurda, perché qualcuno ti deve vedere, ti nota. Invece non ci sono state né telefonate né oggetti ritrovati».
Resta anche un’altra ipotesi, che Piccioni se ne sia andato spontaneamente, ma la moglie è convinta che non sia così: «Certo che abbiamo preso in considerazione anche questa possibilità, perché è umano che possa avvenire. Ma il suo conto corrente è ancora aperto, non è stato prelevato neppure un centesimo. Se avesse voluto andarsene, avrebbe dovuto poi prelevare qualcosa, ma così non è stato. Inoltre stava veramente bene, era in armonia sia in famiglia che con la comunità dei Testimoni di Geova. Per questo sto cercando di trovare delle risposte». Per questo Enza Gentina, caparbia, tenace, ha ripreso ad attaccare le foto del marito nei luoghi «critici»: «Magari qualcuno, guardando quella foto, potrà avere un flash di memoria e darci un’indicazione». Emo Piccioni è scomparso da un anno Qui, alla Sala del Regno di Borgomanero, Piccioni ricevette la telefonata misteriosa.

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