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Testemunhas de Jeová Amazonas Brasil

Cherish love forever

Il lit la Bible et part confesser ses vols au commissariat

Il lit la Bible et part confesser ses vols au commissariat

 



Un Mulhousien, poussé par la lecture de la Bible à se rendre au commissariat de police pour avouer une série de vols, a été condamné jeudi à trois mois de prison ferme par le tribunal correctionnel de Mulhouse.L’homme, âgé de 35 ans, sans profession, s’était rendu mardi au commissariat, reconnaissant avoir commis huit vols en 2007, parmi lesquels un vol de sac à main à une touriste américaine, le vol de 3.000 euros en liquide chez une Mulhousienne ainsi que le vol de 3 tonnes de câble électrique.

Ses aveux ont rapidement permis aux enquêteurs d’élucider six plaintes.

Jugé jeudi en comparution immédiate, l’homme a expliqué à la barre avoir fait récemment la rencontre d’un témoin de Jéhovah et “avoir réussi à faire ce travail, uniquement à travers la lecture de la Bible”.

http://www.lemonde.fr/web/depeches/0,14-0,39-34041564@7-44,0.html

Construção Salão do Reino das Testemunhas de Jeová bairro Cordeiros Itajaí SC

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Donde estan los muertos? (En señas)

Donde estan los muertos?

kingdom song 85

kingdom melody 85 on electric guitars and a trip around the universe.

Centro de convenciones Tlaxcala México

Ultimo cántico del dia especial de asamblea, Centro de convenciones Tlaxcala México

Informe Mundial 2007- Testigos de Jehová Creciendo

Informe Mundial 2007- Testigos de Jehová Creciendo

Los testigos de Jehová te invitamos a comprobar por tus propios ojos como la felicidad y el amor que nos demostramos unos a otros también nos hacen crecer año con año. Los testigos de Jehová son personas alegres, sociables y cultas que gustan de platicar con sus vecinos. Extracto del informe Mundial de los testigos de Jehová.

La Bibbia aveva ragione

La Bibbia aveva ragione

Informazioni Bibliche.
La valle centrale da est a ovest è costituita in effetti da due parti, la pianura della valle di Meghiddo, o Esdrelon, a ovest, e il bassopiano di Izreel a est.2 Cronache 35:22 - “E Giosia non voltò la faccia da lui, ma si travestì per combattere contro di lui e non ascoltò le parole di Neco dalla bocca di Dio. Venne dunque a combattere nella pianura della valle di Meghiddo.”
Giudici 6:33 - “E tutto Madian e Amalec e gli orientali si raccolsero come un sol uomo e attraversavano e si accampavano nel bassopiano di Izreel.”

Questa valle centrale consentiva di attraversare con facilità il paese dalla rift valley del Giordano alla costa mediterranea, e divenne un’importante strada commerciale. La pianura di Meghiddo scarica le sue acque nel torrente Chison, che defluisce attraverso una stretta gola fra il monte Carmelo e le colline della Galilea raggiungendo la pianura di Aser e gettandosi nel Mediterraneo. Questo piccolo corso d’acqua quasi si secca durante i mesi estivi, ma in altri periodi si ingrossa fino a divenire un torrente.

Giudici 5:21 - “Il torrente Chison li spazzò via, Il torrente dei giorni antichi, il torrente Chison. Calpestavi la forza, o anima mia.”

(Sopra) Plastico dell’antica Meghiddo <-> (a destra) Veduta aerea delle rovine di Meghiddo, da cui si domina la pianura di Esdrelon.

Sotto il regno di Davide, quando i confini del regno raggiunsero la massima estensione, tutti i siti cananei all’interno della Terra Promessa furono soggiogati, inclusa Meghiddo. Ciò permise a Salomone di includere Meghiddo nel quinto distretto che doveva provvedere i viveri per la casa reale un mese all’anno.

1 Re 4:7-8, 12 -E Salomone ebbe dodici delegati su tutto Israele, ed essi provvedevano al sostentamento del re e della sua casa. Spettava a ciascuno di provvedere al sostentamento un mese all’anno. 8 E questi erano i loro nomi: Il figlio di Hur, nella regione montagnosa di Efraim; 12 Baana figlio di Ailud, a Taanac e Meghiddo e tutto Bet-Sean, che è al lato di Zaretan sotto Izreel, da Bet-Sean fino ad Abel-Meola fino alla regione di Iocmeam;”

Inoltre Salomone fortificò Meghiddo, che può darsi sia diventata una delle città dove teneva i suoi carri da guerra e dove c’erano stalle per una parte dei suoi 12.000 destrieri.

1 Re 9:15-19, 26 – “Ora questo è il resoconto di quelli coscritti per i lavori forzati che il re Salomone arruolò per edificare la casa di Geova e la sua propria casa e il Terrapieno e le mura di Gerusalemme e Hazor e Meghiddo e Ghezer. 16 (Faraone stesso re d’Egitto era salito e aveva quindi catturato Ghezer e l’aveva bruciata col fuoco, e aveva ucciso i cananei che dimoravano nella città. La diede dunque come dono di addio a sua figlia, la moglie di Salomone). 17 E Salomone edificava Ghezer e Bet-Oron Inferiore, 18 e Baalat e Tamar nel deserto, nel paese, 19 e tutte le città di deposito che divennero di Salomone e le città dei carri e le città per i cavalieri, e le cose desiderabili di Salomone che egli aveva desiderato edificare a Gerusalemme e nel Libano e in tutto il paese del suo dominio. 26 E Salomone seguitò a radunare altri carri e destrieri; ed ebbe millequattrocento carri e dodicimila destrieri, e li dislocava nelle città dei carri e presso il re a Gerusalemme.”

Archeologia
A Meghiddo gli archeologi hanno rinvenuto resti rilevanti di quelle che alcuni studiosi (ma non tutti) ritengono fossero stalle in grado di accogliere ben 450 cavalli. In un primo tempo queste strutture vennero fatte risalire al tempo di Salomone, ma poi gli archeologi hanno attribuito loro una data più tarda, forse del periodo di Acab.

Il professor Israel Finkelstein, direttore del Department of Archaeology
and Ancient Near Eastern Cultures dell’Università di Tel Aviv,
e degli scavi a Tel Megiddo dal 1994.

Rovine di Tell el-Mutesellim.

Area dei cancelli

Edifici Sud

Sistema di irrigazione

Templi

L’antica Meghiddo era situata in una posizione strategica che dominava la parte occidentale della fertile valle di Izreel, nell’Israele settentrionale. Permetteva di controllare le carovaniere e le strade militari che passavano di lì. Per questo motivo a Meghiddo si combatterono battaglie decisive. Il prof. Graham Davies scrive in un suo libro: “La città di Meghiddo . . . poteva essere facilmente raggiunta da mercanti e viaggiatori provenienti da tutte le direzioni; ma nello stesso tempo, disponendo di forze sufficienti, poteva controllare queste strade e dirigere così sia l’andamento del commercio che quello della guerra. Non sorprende quindi che fosse . . . un obiettivo spesso conteso il quale, una volta conquistato, veniva difeso con accanimento”. - Cities of the Biblical World-Megiddo.

Come rivelano gli scavi archeologici, Meghiddo venne fortificata più volte durante la sua lunga storia. Sono stati scoperti resti di mura che avevano uno spessore di 4-5 m, in seguito rinforzate fino a raggiungere uno spessore di oltre 7,5 m; parti di queste mura erano ancora alte 3,3 m quando furono scoperte.

Scavi a Tell Meghiddo

Megiddo è collegata a numerose grandi figure della storia del mondo, fra le quali il Re Salomone di Israele e il Re Giosia di Giuda, il Faraone Thutmose III, Shisak e Necho d’Egitto ed i Re Tiglath-Pileser III ed Esarhaddon Assyria.

Lettera inviata dal Re di Megiddo al Faraone, 14mo secolo A.C.

Sigillo di Georoboamo II Re di Israele, scoperto a Megiddo. Il più antico mai trovato.

Antica scatola di bronzo

Antica statuetta di bronzo

Antica tavoletta cuneiforme di bronzo

Bottiglia babilonese dell’età del ferro

Artefatto religioso dell’età del ferro

Rovine di Tell Meghiddo

Video - Ripresa aerea delle rovine della fortezza a Tell Megiddo – video in Streaming

Il materiale fotografico-editoriale è basato su “The Megiddo Expedition” (http://megiddo.tau.ac.il)L’Esame Storico-Geografico Biblico è tratto dall’Enciclopedia “Perspicacia nello studio delle Scritture” – vol. II © Congregazione Cristiana dei Testimoni di Geova

L’articolo “La Bibbia aveva ragione sulle vicende dei re d’Israele” è stato pubblicato sul sito del giornale La Stampa, in data 3 dicembre 2007, rubrica Scienza, sezione News (www.lastampa.it)”;

L’articolo “Portando alla luce la storia biblica al luogo della ‘fine del mondo’” è stato pubblicato sul sito Science Daily in data 21 novembre 2007, rubrica Science News (www.sciencedaily.com)

http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=759

enero 24th, 2008 | Category: Educación, Testigos de Jehová, Videos | Leave a comment

Communiqué de l’Association Cultuelle les Témoins de Jéhovah de France

Communiqué

- Le 18 janvier 2008 -

Communiqué de l’Association Cultuelle les Témoins de Jéhovah de France

Dans un contexte de dénigrement tous azimuts à l’encontre des Témoins de Jéhovah, les médias se font l’écho de temps à autre d’accusations d’atteintes sexuelles sur des mineurs qu’auraient commises, ou passées sous silence, certains Témoins de Jéhovah. Des accusations graves sont ainsi lancées publiquement. Elles jettent le discrédit sur toute une communauté de croyants.

Sensible à la détresse des victimes, l’Association Cultuelle les Témoins de Jéhovah de France entend rappeler la façon dont elle considère les agressions sexuelles sur mineurs et les actions de prévention menées dans ce domaine depuis des décennies.

Nous souhaitons aussi souligner comment, au fil du temps et des évolutions sociales et législatives, la question de la dénonciation de ces actes répréhensibles a été réglée dans le souci du respect des victimes. Celles-ci demeurent blessées et meurtries, physiquement et psychiquement, souvent durablement. Leurs souffrances doivent être prises en compte. Elles demandent écoute et compassion.

1. Une condamnation sans ambiguïté des atteintes sur mineur, reflet d’un souci constant de prévention

Nous avons toujours condamné vigoureusement les atteintes de toutes sortes sur un mineur. Un examen de nos publications, largement diffusées auprès des fidèles et du public, révèle que nous favorisons à la fois la prévention et l’aide aux victimesa.

Depuis plusieurs dizaines d’années, et bien avant que cela ne devienne un problème de société et ne focalise l’attention des médias, nos revues religieuses ont présenté la pédophilie et l’inceste comme des déviances graves et un danger dont parents et enfants doivent être prévenus. C’est pourquoi ces actes demeurent rares dans les familles de Témoins. Lorsque malheureusement ils surviennent, l’intérêt de l’enfant prime sur toute autre considération.

2. Une volonté de dénonciation en phase avec les évolutions de la société

L’idée selon laquelle les Témoins de Jéhovah dissimuleraient sciemment aux autorités des actes d’agressions sexuelles commis sur les enfants est absurde et inacceptable. Une telle dissimulation irait à l’encontre de la morale chrétienne.

Notre ligne de conduite sur cette douloureuse question est claire. En effet, les Saintes Écritures recommandent expressément d’ “ honorer le roi ”, c’est-à-dire de respecter les autorités et dispositions étatiques et judiciaires (Première lettre de Pierre 2:17 ; Lettre de Paul aux Romains 13:4). De ce fait, nous ne voyons aucune objection à ce que les faits de cette nature soient signalés aux autorités et les auteurs punis en conséquence.

Nos revues religieuses ont souligné à plusieurs reprises la nécessité de protéger l’enfant en révélant les faits.

Jusqu’à la réforme du Code pénal intervenue en 1994, les ministres du culte Témoins de Jéhovah laissaient à la famille de la victime l’initiative de saisir les autorités, et éventuellement pouvaient le faire eux-mêmes.

Avant cette réforme, l’opinion publique n’était pas sensibilisée à la question comme elle l’est aujourd’hui. La prise de conscience du problème des agressions d’enfants a fortement évolué dans les années 1990. Des affaires de pédophilie grandement médiatisées, telle l’affaire Dutroux en Belgique, ont suscité une forte émotion dans l’opinion publique. Des éducateurs, des enseignants et des religieux ont été mis en cause pour des faits de pédophilie. En outre, le secret confessionnel dont bénéficiaient les ministres religieux a été largement contesté. Il s’est alors produit une prise de conscience sur l’impérieuse nécessité de protéger davantage les enfants. Toutes les institutions ont réalisé l’importance de prendre des mesures concrètes en harmonie avec la nouvelle législation.

Cette même réflexion a été menée au sein de la confession des Témoins de Jéhovah et les a conduits à créer, dès 1994, un Bureau des affaires religieusesb. Sa mission générale est d’apporter une assistance aux ministres du culte dans les questions de discipline religieuse. Depuis sa création, les ministres du culte de notre confession révèlent systématiquement aux autorités les faits d’agression qui ne l’auraient pas été par la victime ou par ses proches. La ligne de conduite recommandée aux ministres du culte est la suivante. Si l’auteur des agressions est connu, ils l’incitent à se dénoncer. Dans le même temps, ils invitent les parents ou la victime à porter plainte. À défaut, ils effectuent eux-mêmes un signalement auprès des autoritésc.

3. Une discipline religieuse qui n’empiète pas sur l’intervention judiciaire

Dans une assemblée de fidèles, lorsqu’un cas d’agression sexuelle sur mineur est porté à l’attention des ministres du culte, un comité de discipline religieuse est constitué. L’existence de tels comités est à rapprocher de celle d’autres instances religieuses, tels les tribunaux ecclésiastiques dans l’Église catholique ou le Beth Dîn dans la religion israélite.

Le comité de discipline religieuse ne se substitue en aucune façon à la justice des tribunaux, pas plus qu’il ne dissimule les actes pénalement condamnables.

Il est constitué de façon ponctuelle et se compose de trois ministres du culte de l’assemblée de fidèles. Outre soutenir moralement la victime et sa famille, le comité de discipline religieuse prononce à l’égard de l’agresseur une mesure de discipline religieuse qui peut aller jusqu’à l’excommunication. Mais sa décision ne se substitue ni n’interfère avec les poursuites judiciaires qui sont engagées contre l’auteur des faits. Il ne s’agit en aucun cas d’une justice parallèle. Nous espérons que ces éclaircissements permettront de dissiper toute mise en cause injustifiée des Témoins de Jéhovah sur ces douloureuses questions.

Le Président,

Jean-Marie Bockaert


Notes :

a – Voir en annexe la liste des articles publiés sur la question depuis plus de 30 ans.

b – Voir Le secret et les Témoins de Jéhovah, in Le secret dans les religions, Revue de droit canonique, vol. 52/2, p. 247-258, Strasbourg, 2002. Également, Cour d’appel de Versailles, chambre de l’instruction, 11 janvier 2006, n° 20/06.

c – S’il fallait souligner la contemporanéité, voire l’antériorité des dispositions arrêtées par les Témoins de Jéhovah, on rappellera que c’est en août 1997 que l’Éducation nationale a précisé la façon de traiter ces douloureuses affaires (Circulaire n° 97-175 du 26 août 1997, Hors-série, Instruction concernant les violences sexuelles, B.O. n° 5 du 4 septembre 1997). En 1998, le législateur a ajouté les atteintes sexuelles infligées à un mineur de quinze ans dans les dispositions du Code pénal relatives aux omissions de dénonciation (loi n° 98-468 du 17 juin 1998, article 434-3 du Code pénal). Ainsi, en France, les préconisations transmises aux ministres du culte Témoins de Jéhovah sont contemporaines de celles arrêtées par des institutions étatiques.

http://www.temoinsdejehovah.org/page.aspx?REF=5a2cc957-27ea-4e00-a497-c1d2f7aa2744

enero 19th, 2008 | Category: Discriminación, Nota Oficial de JWMEDIA, Persecucion, Sucursales, Testigos de Jehová | Leave a comment

Belton Convention 2007

enero 19th, 2008 | Category: Asambleas, Testigos de Jehová, Videos | Leave a comment

Jehovah’s Witnesses in the Annapolis

Circuit assemblyJehovah’s Witnesses in the Annapolis area will hold the annual Circuit Assembly today and tomorrow at the Assembly Hall of Jehovah’s Witnesses, 1200 Sunrise Beach Road in Crownsville. The program will begin at 9:50 a.m. both days and will conclude at 3:50 p.m. today and at 3:35 p.m. tomorrow. There is no charge and no collections will be taken.

The theme is “Do All Things for God’s Glory.”

Kenneth Best, Circuit Overseer for Maryland Circuit 7, will make his semiannual visit this coming week. A number of services will be held during the week at Kingdom Hall of Jehovah’s Witnesses, 65 Tarragon Lane in Edgewater.

There is no admission charge and no collections will be taken.

Call 410-757-1982 for information or a complete schedule.

enero 19th, 2008 | Category: Asambleas, En los diarios, Testigos de Jehová | 3 comments

Voluntarios de Jeová constroem Sãlao do Reino

enero 18th, 2008 | Category: congregación, Construccion, Testigos de Jehová, Videos | One comment

Asamblea de Distrito de los Testigos de Jehová en Puebla,

¡Sigamos a Cristo!

enero 18th, 2008 | Category: Asambleas, Testigos de Jehová, Videos | 12 comments

Bari – LA PERSECUZIONE NAZISTA DEI TESTIMONI DI GEOVA

16/01/08

Narciso Riet

 

Bari – LA PERSECUZIONE NAZISTA DEI TESTIMONI DI GEOVA

È stato opportunamente detto che “non è mai troppo tardi per ricordare”, e per questo ? anche se oltre mezzo secolo ci separa dai fatti ? la vicenda dell’internamento nei campi di concentramento e di sterminio è ancora di attualità.

La cosiddetta “burocrazia dello sterminio nazista” ha tentato di annullare l’esistenza di milioni di individui nei 13 anni forse più tragici della storia europea contemporanea. Nel caso di 11 milioni di persone lo ha fatto letteralmente provocandone la morte fisica. Di tutti gli internati si è tentato comunque di annullare l’individualità e la dignità. Bambini e adulti hanno sofferto pene indicibili. La burocrazia dello sterminio non aveva a che fare tanto con esseri umani, quanto con categorie. E queste nei campi si distinguevano per i triangoli e le stelle di vari colori.

Così, com’è noto, la categoria degli ebrei aveva la stella gialla, quella dei politici un triangolo rosso (con indicazione della nazione di provenienza), i delinquenti erano contrassegnati dal triangolo verde, gli omosessuali da quello rosa, i rom e i sinti (definiti zingari) da uno marrone, e così via per un totale di 8-9 categorie, una delle quali era quella dei testimoni di Geova, riconoscibili nei campi dal triangolo viola che indossavano.

Le categorie, a loro volta, rimandavano alle ragioni che giustificavano (sempreché le coscienze naziste cercassero giustificazioni) dapprima il colpirle, quindi l’internamento e, infine, la soppressione o la “soluzione finale”. Per certe categorie le ragioni erano di ordine etnico: la distanza dallo pseudo-modello razziale ariano “giustificava” la repressione e l’internamento di categorie ritenute neppure appartenenti all’umanità, quali ebrei e zingari. Per altre categorie, le motivazioni dell’internamento erano di ordine ideologico, come nel caso dei politici. Per un’unica categoria, per meglio dire, per un unico gruppo, tuttavia, le ragioni erano di ordine esclusivamente religioso.

Era proprio questo a rendere così peculiare la presenza di questa comunità relativamente piccola all’interno del sistema concentrazionario. Si trattava dei testi¬moni di Geova. Quando i nazisti salirono al potere nel 1933, i poco più di 20.000 Testimoni tedeschi furono immediatamente presi di mira quali nemici dello Stato per il loro rifiuto di so¬stenere l’ideologia nazista imperniata sull’odio. Quasi 10.000 Testimoni infine avrebbero sofferto nelle prigioni o nei campi nazisti, dove 2.000 di loro trovarono la morte.
Pur scrupolosi nell’osservare le leggi, i Testimoni non prendevano parte alle questioni politiche e soprattutto alle guerre.

Dal loro credo religioso discendevano una serie di comportamenti quotidiani che si scontravano con l’ideologia totalizzante del nazismo: il rifiuto di imbracciare le armi innanzitutto e di lavorare per l’industria bellica, il rifiuto di idolatrare il führer (il saluto “Heil Hitler!”) o la svastica, il rifiuto di aderire al partito nazista, nonché l’imparzialità con cui diffondevano il messaggio evangelico non facendo distinzioni tra etnie, razze, ecc. Quella dei Testimoni fu la prima associazione religiosa ad essere proscritta nella Germania nazista già nella primavera del 1933, e tra i primi internati c’erano appunto i Testimoni, la cui presenza nei campi è documentabile almeno sin dal 1934. I comportamenti che scaturivano dal proprio credo religioso erano seguiti dai Testimoni con coerenza e scrupolo, come hanno messo in luce anche diversi studiosi. Wolfgang Sofsky, sociologo tedesco, ha fatto notare: “Le SS attribuivano a questi detenuti [testimoni di Geova] un’influenza maggiore di quella che in realtà avevano.

Per molti anni essi vennero perseguitati assai duramente a causa del loro coerente atteggiamento di resistenza passiva: per rompere la loro solidarietà si decise di sparpagliarli in blocchi diversi, ma poi si dovette fare marcia indietro quando ci si accorse del pericolo rappresentato dal loro attivismo «missionario» all’interno delle camerate. […] la resistenza passiva dei testimoni di Geova era rivolta soltanto contro quegli ordini che erano inconciliabili con le loro concezioni religiose”.

Per uscire dai campi di concentramento o di prigione ai Testimoni internati sarebbe stato sufficiente firmare una abiura (non a caso, uno strumento tipico della repressione religiosa). Era un foglio banale, in cui il detenuto sottoscriveva una dichiarazione che diceva in parte: “Ho lasciato completamente l’organizzazione [degli Studenti Biblici o Testimoni di Geova] e mi sono liberato nel modo più assoluto degli insegnamenti di questa setta. Con la presente assicuro che mai più prenderò parte all’attività […] degli Studenti Biblici. Denuncerò immediatamente chiunque mi avvicini con l’insegnamento degli Studenti Biblici o riveli in qualche modo di farne parte. Consegnerò immediatamente al più vicino posto di polizia tutte le pubblicazioni degli Studenti Biblici che dovessero essere inviate al mio indirizzo. In futuro stimerò le leggi dello Stato, specie in caso di guerra difenderò, armi alla mano, la madrepatria e mi unirò in tutto e per tutto alla collettività”.

Accontentandosi di una semplice firma su un foglio di carta, i nazisti riconoscevano implicitamente il rigore morale e la coerenza dei Testimoni. Sapevano di dover combattere con loro una battaglia per il dominio dello spirito. Se fossero riusciti a infrangere l’integrità e la coerenza del singolo Testimone inducendolo a firmare l’abiura, ne avrebbero fiaccato la spiritualità. Era una lotta di religione.
Prima ancora, la lotta era cominciata in tutta la Germania. Dal 1933 Bibbie e pubblicazioni bibliche vennero confiscate ai Testimoni e date alle fiamme. Singoli Testimoni furono picchiati e arrestati perché assistevano a riunioni di culto. Si moltiplicarono i licenziamenti di Testimoni che lavoravano nella pubblica amministrazione, nella scuola o in altri impieghi. I loro figli vennero espulsi da scuola. Centinaia di genitori si videro privati della potestà quando i figli furono avviati a centri di rieducazione nazista. Nel 1936 la Gestapo formò un’unità spe¬ciale per dare la caccia ai Testimoni che si ostinavano a sfidare il bando nazista e continuavano ad osservare clandestinamente i precetti della loro fede.

Nel 1938 erano già circa 6.000 i Testimoni imprigionati o internati per la loro fede, con la loro riconoscibile uniforme completata dal triangolo viola. Molti di loro morirono di stenti, altri dopo essere stati torturati dalle SS che volevano i nominativi di loro confratelli e circa 300 Testimoni furono condannati da tribunali militari quali obiettori di coscienza e giustiziati.
La storia dei testimoni di Geova nella Germania nazista è dunque singolare per varie ragioni: (1) I Testimoni potevano scegliere: diversamente da altri prigionieri, ciascun Testimone avrebbe riottenuto la libertà semplicemente firmando un atto di abiura della propria fede religiosa. (2) I Testimoni furono l’unico gruppo religioso a prendere una posizione coerente con¬tro il regime nazista. Per questo nei campi di concentramento erano l’unico gruppo religioso riconoscibile da uno specifico simbolo sull’uniforme, il triangolo viola. (3) I Testimoni, infine, denunciarono apertamente e sugli stampati che diffondevano le barbarie naziste, e per questo la Gestapo e le SS profusero un impegno spropositato nel vano tentativo di annientare questo gruppo relativamente piccolo.

Sono passati più di 50 anni dalla liberazione dai campi di concentramento. Non è mai troppo tardi per ricordare uomini e donne che, per ragioni religiose, erano entrati in quel mondo terrificante fin dal suo inizio. Molti di loro, come milioni di altri, persero tanto: averi, salute, ma soprattutto familiari, amici o la loro stessa vita. Come tanti altri, però, seppero con¬servare una propria dignità in mezzo a quegli orrori. E, soprattutto, non persero ciò a cui forse tenevano di più: la propria fede religiosa, per la quale tanto erano stati disposti a soffrire.

http://puglialive.net/home/news_det.php?nid=9788

enero 18th, 2008 | Category: Discriminación, En los diarios, Persecucion, Testigos de Jehová | One comment

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