Archivos de la categoría Testigos de Jehová

Breve historia de las traducciones bíblicas en Italia

“Breve storia delle traduzioni bibliche in Italia”

La Vetus latina

Con questa definizione si indicano convenzionalmente le traduzioni latina antiche anteriori alla Vulgata di san Girolamo. Già alla fine del I secolo si provvide a tradurre (almeno in parte) le Scritture a beneficio della gente comune digiuna del greco della classe colta.

La Vulgata latina

Realizzata da “san” Girolamo (mi si perdonino le virgolette ma sulla santità di una persona lascio giudicare a Dio) su commissione di papa Davaso verso la fine del IV secolo viene comunemente chiamata Vulgata cioè divulgata tra il popolo. Caratteristica interessantissima Girolamo traduce- per la prima volta- l’Antico Testamento direttamente dal testo ebraico e non dalla LXX (Settanta greca). Pio X nel 1907 commissionò all’Ordine dei Benedettini un’edizione critica della stessa presso l’Abbazia di San Girolamo A Roma. Nel 1943 Pio XII, con l’enciclica Divino Affilante Spiritu , dichiarò la preferenza della Chiesa cattolica per i testi originali e l’uso delle lingue volgari nella liturgia Autorizzato da Paolo VI a seguito del Concilio Vaticano II e togliendo di fatto alla Vulgata il primato sulle altre traduzioni cattoliche. Papa Giovanni Paolo II ha pubblicato la Nova Vulgata nel 1979 (II edizione nel 1985). La Nova Vulgata riforma e corregge la Vulgata in quanto traduzione: gli esegeti possono liberamente criticare la traduzione che di un determinato passo si trova nella Vulgata senza essere tacciati di eresia.

L’invenzione della stampa

Anche se è possibile che i cinesi abbiamo sperimentato caratteri tipografici già nel XI secolo l’invenzione della stampa viene attribuita a Johannes Guthenberg e alla sua Bibbia pubblicata nel 1456 a Magonza. La stampa (una volta appreso il segreto) prese la via delle rotte commerciali europee così che Sweynheym e Panartz possono aprire una tipografia a Roma nel 1467 e Vindelinus de Spira può stampare la prima Bibbia in italiano a Venezia nel 1471 tradotta da Malermi. (vedi sottotitolo successivo)

Le versioni in lingua “volgare”

Col tempo nacque la necessità di nuove traduzioni della Bibbia grazie alla nascita delle lingue “volgari”,cioè nazionali; la lingua ufficiale continuava ad essere il latino ma sempre meno persone lo capivano. Nel 1470 circa nasce la prima traduzione italiana a cura del monaco Nicolò Malermi altrimenti detto Malerbi. E’ bene ricordare che non tutto il mondo religioso ed intellettuale era favorevole- anzi era contrario come dimostrano i fatti- alla “volgarizzazione” della Bibbia. Uno dei pochi che si distingue dal coro è il camaldolese Paolo Giustiniani il quale asseriva che nella liturgia era preferibile la lettura delle Sacre Scritture nella lingua materna e non in latino. Bello il commento dell’ umanista Erasmo da Rotterdam, anch’egli traduttore biblico: “Come se Cristo, avesse insegnato cose talmente complicate che a fatica un gruppo di teologi potesse comprenderle.…”

La versioni italiane

Prima del Concilio di Trento del XVI secolo erano in uso versioni italiane che in parte si rifacevano a traduzioni del XIII secolo, come La Bibbia d’Agosto (Malermi, Venezia, 1° agosto 1471) e la traduzione veneziana di Antonio Brucioli del 1532. Tuttavia il Concilio di Trento nel 1546 decretò che la vetus et vulgata editio era da ritenersi l’unico testo ufficiale e approvato per la liturgia e l’insegnamento. Un notevole passo indietro. L’ Indice dei libri proibiti di Paolo IV del 1559 conteneva già il divieto di stampare, leggere e possedere traduzioni della Bibbia in volgare senza l’autorizzazione scritta del Santo Uffizio ( si veda la nota a “san” Girolamo) dell’inquisizione romana. (la sottolineatura è mia). La quarta norma della bolla Dominigi grecis di Paolo IV del 1564 consentirà la lettura in lingua volgare dietro permesso, personale e scritto, del vescovo o dell’inquisitore, previa consultazione del parroco o del confessore. Un passo avanti(fino all’ Indice del 1596).Conseguenze: per almeno 2 secoli non venne pubblicata in Italia nessuna Bibbia in lingua italiana. Devoti emigranti italiani, riformati e cattolici, provano a pubblicare una Bibbia in italiano all’estero come il protestante lucchese Giovanni Diodati (Ginevra 1607) e un Nuovo Testamento a cura del cattolico Massimo Teofilo (Lione 1551) che avrà il “privilegio” di subire un processo inquisitoriale e di vedere la sua opera nell’ Indice del 1559.

Dobbiamo attendere fino alla seconda metà del ‘700 per avere la traduzione cattolica di Antonio Martini il cui IX volume poté fregiarsi del Breve con cui Pio VI dichiarava l’opera conforme ai canoni dell’ Indice .

Le traduzioni moderne

All’inizio del XX secolo esce la traduzione del valdese Giovanni Luzzi, tra il 1950 e il 1960 i testimoni di Geova pubblicano progressivamente in inglese in sei volumi la loro traduzione. Questa nuova traduzione moderna uscita prima in inglese è ora disponibile, per intero o in parte in oltre 70 lingue tra cui l’italiano (già dal 1963 le Scritture Greche e dal 1967 l’intera Bibbia). Tra parentesi, nel 1973 la Traduzione del Nuovo Mondo ( così si chiama) fu classificata da un manuale inglese tra le 14 principali traduzioni inglesi del ventesimo secolo. Il numero complessivo di Bibbie stampate dai testimoni di Geova supera i 143 milioni di copie. Dalla pubblicazione della Traduzione del Nuovo Mondo in italiano fino al 1992 ne sono state distribuite 3.597.220 copie, in massima parte la Bibbia completa, facendone di fatto una delle traduzioni più lette dagli italiani. Per leggerla on line: http://watchtower.org/i/bibbia/index.htm

Nel 1971 esce la traduzione cattolica(CEI) della Conferenza Episcopale Italiana che si evolve, dopo alcune tappe fondamentali, nella CEI UELCI (Unione Editori e Librai Cattolici Italiani) del 2008.

Considerazioni finali

Particolarmente dal Concilio Vaticano II è più facile, per l’italiano medio in generale e per il cattolico in particolare, avere accesso a una buona traduzione biblica. In effetti avere un libro e non leggerlo è come non possederlo! Per chi è alla ricerca della Verità a volte può bastare un frammento di un’antica preghiera pronunciata da Gesù e riportata dall’evangelista Giovanni (17:17): “Santificali per mezzo della verità; la tua parola è verità”.

Absit iniuria verbis

Cristiano Cressoni

http://www.wikio.it/article/92084888#news92084888

Testigos de Jehová Asamblea de Enna y Caltanissetta

Assemblea testimoni di Geova di Enna e Caltanissetta

ENNA – Sabato 28 febbraio e domenica 1 marzo prossimi, i testimoni di Geova di Enna e Caltanissetta si raduneranno presso la sala Assemblee di Caltanissetta in Contrada Canicassè – Casale per la loro assemblea sul tema: ”Continuate a vincere il male col bene”.
Durante l’intero svolgimento del programma verrà dato risalto attraverso discorsi, interviste e scenette all’importanza di mettere in pratica nella vita cristiana di ogni giorno l’esortazione del tema che è poi quella che lo stesso apostolo Paolo rivolge ai primi cristiani di Roma, e che troviamo scritta nel libro biblico dei Romani capitolo 12 versetto 21. Cosa significa in pratica per un cristiano vincere il male col bene” ? Quali benefici si avranno comportandosi in un modo che ormai è considerato “fuori moda” ? E soprattutto ci sarà mai un tempo in cui il male non esisterà più?
A queste ed altre interessanti domande verrà data risposta durante tutto il programma nei due giorni di assemblea.

http://www.vivienna.it/notizie/notizia.php?id_news=28268&titolo=Assemblea%20testimoni%20di%20Geova%20di%20Enna%20e%20Caltanissetta

La invasión de los Testigos de Jehová: reunión de treinta mil a los Ferrari

 

L’invasione dei Testimoni di Geova: meeting per trentamila al Ferraris

   
  A Genova l’Assemblea Internazionale. Ed è già caccia a un posto in albergo  
 

Al centro del campo decine di vasche o una grande piscina per la cerimonia del battesimo collettivo

Quest’estate lo stadio di Marassi sarà davvero un “catino”. Ma lasciate perdere le similitudini del gergo sportivo. Nessuna metafora. Il fatto è che ad agosto il Ferraris ospiterà 30 mila testimoni di Geova e l’atto conclusivo del loro meeting sarà la cerimonia del battesimo cui si sottoporranno in migliaia. E proprio per questa ragione, all’interno dello stadio, saranno portate decine di vasche per procedere al rito. In alternativa si sta studiando l’affitto di una piscina.

Aldilà di questi aspetti suggestivi, quello che andrà in scena tra il 6 e il 9 agosto sarà un vero evento. E per i portavoce della religione che si ispira ai precetti biblici “Sarà l’occasione di sfatare gli ultimi pregiudizi su di noi, di incontrare i genovesi e di mostrare chi e cosa siamo” spiega Orazio Russo, responsabile dell’ufficio stampa.

Per ora c’è già una categoria di genovesi entusiasta. Sono gli albergatori.

“In effetti – prosegue Russo – in queste settimane stiamo definendo le prenotazioni. Lo facciamo in anticipo perché sistemare 30 mila persone non è cosa da poco”.

La manifestazione che si terrà ad agosto è l’Assemblea Internazionale dei testimoni di Geova. “E’ organizzata in tre città – spiega Russo – l’evento centrale è a Roma, in uno stadio nel quale oltre ai nostri rappresentanti ci saranno quelli provenienti da tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Australia, Poi ci saranno altri tre stadi collegati: quello di Bari, quello di Bologna e quello di Genova. Nel capoluogo ligure confluiranno i fedeli del Piemonte, della Lombardia e del Veneto, oltreché della Liguria naturalmente”.

L’assemblea si articolerà su quattro giorni. “Il programma sarà comune a tutta Italia – dice il portavoce -. A Marassi ci sarà un palco sul quale si alterneranno gli oratori. I temi affrontati saranno quelli tradizionali relativi alla nostra fede, alla famiglia, alla società. Ci saranno le testimonianze di chi è impegnato nel recupero di tossicodipendenti e alcolisti e di altri gruppi che operano nel sociale”.

Si svolgeranno anche eventi paralleli. A Cairo Montenotte, in provincia di Savona, dove c’è uno dei templi più grandi dei Testimoni, si terranno seminari in cinese.

Il momento clou però è quello del battesimo. “E’ la cerimonia – spiega Russo – in cui i nuovi fedeli diverranno Testimoni a tutti gli effetti. Per organizzare questa cerimonia stiamo pensando a due tipi di soluzioni. La prima è quella di portare alcune grandi vasche all’interno dello stadio. Come seconda opzione pensiamo alla disponibilità di una piscina. Comunque vedremo più avanti questi come altri dettagli”.

In queste settimane i responsabili dell’organizzazione stanno incontrando l’amministrazione comunale. “Abbiamo avviato da tempo contatti con la polizia municipale – aggiunge Russo -. Arriveranno in città qualcosa come 6 o 700 pullman e bisogna pensare a parcheggi e viabilità per non rischiare di paralizzare una parte di città. C’è anche una trattativa per un treno speciale e poi tutto l’apparato relativo alla sicurezza per lo stadio”.

“I genovesi capiranno chi siamo, incontreranno famiglie di Testimoni che visiteranno la città. Penso che sarà davvero un bel momento, soprattutto un veicolo pubblicitario per far cadere quegli ultimi pregiudizi. E soprattutto vedrete uno spettacolo unico: 30 mila persone in uno stadio che non dicono parolacce, che si muovono ordinatamente, che non sporcano e propongono pace e amicizia”.

(Marco Preve)

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  Questo articolo è stato pubblicato sul quotidiano La Repubblica, in data 31 gennaio 2009, da parte del giornalista Marco Preve, sezione Genova, rubrica Il caso.

El Ejército Mexicano y la SEE, primeros lugares en violación a los derechos humanos

La CEDH recibió en 2008, 318 quejas contra los militares y 138 contra la Secretaría
El Ejército Mexicano y la SEE, primeros lugares en violación a los derechos humanos

GLADIS LEON GONZALEZ
Marco Antonio Tortajada Zamora, director de Quejas de la CEDH
Lupa
Marco Antonio Tortajada Zamora, director de Quejas de la CEDH Foto: GUSTAVO AGUADO

La Comisión Estatal de Derechos Humanos (CEDH) informó que durante 2008 se presentaron un total de 318 quejas contra abusos del Ejército Mexicano, lo que ubica a esa institución en los primeros lugares en cuanto a violación de derechos humanos.

La Secretaría de Educación en el Estado (SEE) es también de las dependencias estatales que más vulneran los derechos humanos, toda vez que durante 2008 se presentaron 138 quejas, principalmente por la negativa al derecho a la educación, pues según el director de Orientación Legal, Quejas y Seguimiento del organismo, Marco Antonio Tortajada Zamora, ha sido recurrente la negativa de inscripción a estudiantes cuya creencia religiosa es de testigos de Jehová.

En entrevista, Tortajada Zamora explicó que durante 2008 se presentaron 318 quejas contra el Ejército mexicano por violaciones a los derechos humanos que van desde cateos ilegales, ejercicio indebido del servicio público hasta tortura física y psicológica.

Del total de quejas presentadas durante el año pasado, 127 fueron en la capital michoacana; en Apatzingán se registraron 69; en Uruapan un total de 26, mientras que en Lázaro Cárdenas se presentaron 11; en Zitácuaro 25 y en Zamora 60.

Indicó que durante 2007 se captaron en Michoacán 127 quejas contra el cuerpo castrense, mientras que en lo que va del año se han presentado 45, de las cuales 31 se han concentrado en el municipio de Apatzingán, tres en Morelia, ocho en Zamora y una en los municipios de Zitácuaro y Uruapan.

Marco Antonio Tortajadas explicó que las dependencias en Michoacán que han ostentado un mayor número de quejas son, además de la SEE, la Secretaría de Seguridad Pública (SSP) y la Procuraduría General de Justicia del Estado (PGJE); sin embargo, también son las dependencias que con una mayor prontitud han atendido las recomendaciones.

En el caso de la SEE, explicó que se han presentado casos de negativa al derecho a la educación consagrado en el artículo tercero de la Constitución; otro aspecto que ha generado quejas es el ejercicio indebido del servidor público por acción u omisión de sus funciones, y finalmente, los cobros indebidos.

En lo que va del año, esa dependencia estatal ha obtenido 24 quejas, de las cuales tres se registraron en Uruapan, cinco en Morelia y 13 en Zitácuaro, así como cuatro en Zamora.

http://www.lajornadamichoacan.com.mx/2009/02/25/index.php?section=municipios&article=014n1mun

Reino Unido / sangre contaminada: Encuesta condena la “duda” de los gobiernos

Reino Unido/Sangue contaminado: Inquérito denuncia as “hesitações” dos governos

Londres, 24 Fev (Lusa) – Uma investigação independente denunciou segunda-feira as “hesitações” dos sucessivos governos britânicos e dos responsáveis nacionais da Saúde, incapazes de prevenir um escândalo de sangue contaminado que causou a morte a 2.000 pessoas entre os anos 70 e 90.

Londres, 24 Fev (Lusa) – Uma investigação independente denunciou segunda-feira as “hesitações” dos sucessivos governos britânicos e dos responsáveis nacionais da Saúde, incapazes de prevenir um escândalo de sangue contaminado que causou a morte a 2.000 pessoas entre os anos 70 e 90.

Milhares de pacientes hemofílicos contraíram a hepatite C ou o HIV, nos anos 70, 80 e 90, depois de terem recebido transfusões de sangue no Serviço Nacional de Saúde (NHS).

Devido a uma insuficiência de produtos sanguíneos na Grã-Bretanha, o Serviço Nacional de Saúde importava-os dos Estados Unidos onde eram retirados a dadores remunerados em troca do seu sangue e com forte risco de infecção.

A comissão de inquérito, dirigida por Lorde Peter Archer, considerou que os governos britânicos deviam ter agido mais rapidamente para evitar depender das importações de sangue.

“As hesitações para atingir a auto-suficiência nacional e evitar o uso de produtos de alto risco procedentes do estrangeiro tiveram consequências desastrosas”, estima a comissão no seu relatório.

“Se a auto-suficiência tivesse sido obtida mais cedo, a amplitude da catástrofe teria sido reduzida de forma significativa”, acrescentou.

Nos anos 70 e no início dos anos 80, 4.670 pacientes hemofílicos contraíram a hepatite C, e entre o início dos anos 80 e o início dos anos 90, cerca de 1.200 foram infectados pelo HIV, segundo o relatório.

O Ministério da Saúde qualificara de “inútil” o relatório e recusara que algum dos seus responsáveis testemunhasse em público perante a comissão.

Depois da publicação do relatório, o Ministério manifestou a sua “profunda simpatia” pelas vítimas. Lembrou que “desde 1985 estão em vigor medidas para proteger os produtos sanguíneos contra o HIV e a hepatite C”.

TM/AL.

Lusa/Fim

http://aeiou.expresso.pt/gen.pl?p=stories&op=view&fokey=ex.stories/499444

Actualización sobre los presos de conciencia en Armenia y de Nagorno-Karabaj

Update on prisoners of conscience in Armenia and Nagorno-Karabakh
As of February 2009, in Armenia there are 82 Jehovah’s Witnesses in prison for their conscientious refusal of military service on religious grounds, and in Nagorno-Karabakh one of Jehovah’s Witnesses is in prison for his conscientious refusal of military service on religious grounds. It is hoped that alternative civilian service that is truly nonmilitary in nature will soon be an option available to young men like these.

Conmemoracion 2008 en la Institucion 308 Bayamon

Informe Conmemoracion 2008 en la Inst 308 Bayamon

Hasta los presos fueron a la commemoracion en Puerto rico!  Esto es un ejemplo de lo que se esta logrando en la predicacion en la carceles de PR.

Apreciados hermanos:

La Conmemoracion en la Institucion 308 de Bayamon, gracias a Jehova,fue todo un exito. Tanto el Superintendente, el Sr. Roberto del Valle, como todos los oficiales fueron muy cooperadores. Tuvimos una asistencia de 70 reclusos, un oficial y 6 colaboradores para el total de 80 en asistencia en dos tandas. Todos los confinados estuvieron muy atentos al discurso y muy respetuosos con los emblemas.

Estaremos trabajando con estos 67 confinados para establecer estudios biblicos, junto a los 3 publicadores que son parte de la poblacion penal de la 308. Aunque a los confinados encamados del area de enfermeria no les permitieron subir al area de la capilla, nos permitieron a 3 de nosotros, los voluntarios, bajar con los emblemas y se les presento el discurso abreviado y se les pasaron los emblemas. Cuando llegamos a la Enfermeria nos habian estado esperando, y estuvieron agradecidos de que hubieramos bajado. No hay duda de que Jehova ha bendecido los esfuerzos para que todos estos arreglos tuvieran exito.

Se tomaron algunas fotos.  Le damos gracias a Jehova por todo este exito y a los colaboradores voluntarios que tanto cooperaron.

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Comunicado da Comemoração da Morte de Cristo 2008 na Instituição Penitenciária 308 Bay – Porto Rico.

Até os presos fora a comemoração em Porto Rico! Este é um exemplo do que é esta acontecendo na pregação nas prisões de Porto rico!

Queridos irmãos:


Graças a Jeová, a comemoração na Instituição 308 de Bayamin, foi um sucesso. Tanto o superintendente, o Sr Roberto Del Valle, como todos os oficiais foram muito cooperadores.


Tivemos uma assistência de 70 presos, um oficial e seis colaboradores, num total de 80 na assistência. Todos os  presidiários estiveram bastante atentos ao discurso e foram muito respeitosos com o passar dos emblemas.


Estaremos trabalhando com estes 67 presidiários para estabelecer estudos bíblicos, junto aos três publicadores que são parte da população penal da instituição penitenciária 308.

Mesmo que não permitiram aos presos acamados subirem a área de reuniões, mos permitiram a três de nos, os voluntários, levarem os emblemas, foi-lhes transmitido um breve discurso, e então lhes passaram os emblemas. Quando chegamos a enfermaria, já estavam nos esperando e estavam muito agradecidos de que lhes passamos os emblemas.

Não há duvida de que Jeová tem abençoado os esforços porque todos os arranjos foram bem sucedidos. Compartilhamos algumas fotos. Agradecemos a Jeová por suas bênçãos, e a todos os colaboradores voluntários que tanto cooperaram.

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Kazajstán rechaza ley propuesta restrictivando las religiónes

Kazakhstan rejects proposed restrictive religion law
Kazakhstan’s Constitutional Council ruled that proposed legislation would have severely limited the freedom of religious minorities and is therefore unconstitutional. Although President Nazarbayev still has 30 days to sign the law anyway, the Kazakhstan embassy in Washington relates that he has no intention of doing so.

JEHOVAH'S WITNESSES OFFICE OF PUBLIC INFORMATION

For Immediate Release
February 20, 2009
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Kazakhstan rejects proposed restrictive religion law

ASTANA, Kazakhstan—Kazakhstan’s Constitutional Council ruled that proposed legislation, approved by Kazakhstan’s Parliament and sent to President Nazarbayev for signature, was unconstitutional. The proposed law would have severely limited the freedom of religious minorities. If passed, their freedom to meet together for prayer and study, build places of worship, import and distribute religious literature, and even to retain legal status would have been endangered. Although President Nazarbayev has 30 days to sign the law over the objection of the Constitutional Council, the Office of the General Counsel for Jehovah’s Witnesses was informed by the Kazakhstan embassy in Washington that he has no intention of doing so.

Further confirming Kazakhstan’s commitment to adhere to internationally accepted standards of human rights, President Nazarbayev recently signed and ratified Kazakhstan’s Optional Protocol to the International Covenant on Civil and Political Rights (ICCPR). This guarantees to residents of Kazakhstan the right, after exhausting domestic remedies, to appeal to the Human Rights Committee of the UN.

In response to these positive developments, Philip Brumley, the General Counsel for Jehovah’s Witnesses, stated: “This is good news for the over 16,000 Jehovah’s Witnesses in Kazakhstan and for the entire worldwide brotherhood of over seven million Witnesses, who share their joy. We commend the authorities of Kazakhstan for their wisdom and diligence in protecting and upholding the human rights of their citizens.”

Kazakhstan’s steps to protect the rights of religious minorities, including Jehovah’s Witnesses, and in signing the ICCPR give further evidence of its ongoing efforts to conform to internationally accepted standards of human rights.

Polat Bekzhan, telephone: +7 727 226 33 63
Religious Center of Jehovah’s Witnesses in the Republic of Kazakhstan
Gregory Olds, telephone: +1-646-269-3464
Philip Brumley, telephone: +1-845-306-0711
Office of General Counsel for Jehovah’s Witnesses

La libertad de culto bajo ataque en Azerbaiyán como continúan las redadas policiales ilegales

JEHOVAH'S WITNESSES OFFICE OF PUBLIC INFORMATION

For Immediate Release
February 19, 2009
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Freedom of worship under attack in Azerbaijan
as illegal police raids continue

BAKU, Azerbaijan—Jehovah’s Witnesses in Azerbaijan continue to endure illegal police raids on their meetings and subsequently spend hours of detention in police stations despite constitutional guarantees of freedom of worship.

The latest raid happened on January 29, 2009, when more than ten policemen disrupted a religious meeting held in Baku, a city where Jehovah’s Witnesses are officially registered. Five in attendance were brought to the police station, where they were detained for almost three hours. Another raid happened around 12 noon on January 18, 2009, when police near Ganja, accompanied by a man who identified himself as a representative of the local State Committee for Religious Affairs, burst into a private residence where a small group of people were reading and studying the Bible. Nine persons were seized and taken to the police station for questioning. Four were detained for more then six hours. During this raid, police and local officials justified their actions by claiming that Jehovah’s Witnesses are not registered in Ganja, even though Azerbaijani law does not require official registration for people to meet together in private homes.

Such incidents appear to be part of a steady decline in freedom of worship in Azerbaijan during the past year. On November 5, 2008, police raided a meeting of Jehovah’s Witnesses in Baku. Twelve were present and two were taken to the police station, where they were questioned for over five hours. On that occasion the police confiscated 23 books and 10 videocassettes to check whether the literature was approved by the State Committee for the Work with Religious Associations.

Jehovah’s Witnesses are seeking legal redress that will protect freedom of worship, stop the continuing interference at their peaceful meetings, and end the de facto censorship of their Bible-based literature. Jehovah’s Witnesses also hope that authorities will build on the religious tolerance that already exists in Azerbaijan by upholding the freedoms guaranteed in the Constitution of the Republic of Azerbaijan, Article 48 of which states: “Everyone has the right to define his/her attitude to religion, to profess, individually or together with others, any religion . . . and spread one’s beliefs concerning religion.”

Contact in USA: Gregory Allen, Associate General Counsel Telephone: +845-306-0711
Contact in Europe: Luca Toffoli, European Association of Jehovah’s Christian Witnesses
Telephone 32 2 782 0015

Una lista negra de las sectas, cuando la tolerancia zero alcanza el tercer Reich

Une liste noire des sectes, quand la tolérance zéro rejoint le troisième Reich

C’est la deuxième fois que Georges Fenech, Président de la Miviludes, s’illustre en prônant des résolutions tirées tout droit de l’exemple National Socialiste allemand, lors de son accession au pouvoir en février 1933.
La première fois, lors de son soutien au projet de loi sur la rétention de sureté, Georges Fenech avait fait référence à un précédent qui d’après lui avait bien fonctionné en citant celui de la république de Weimar. C’était sans compter sur le Canard Enchaîné de l’époque qui avait souligné que cette loi avait été signée par un certain A. Hitler le 27 novembre 1933, tandis que ladite république était au main des nazis depuis 9 mois.

Aujourd’hui, c’est sur la liste noire des sectes que Georges Fenech dérive en déclarant sa volonté de mettre à jour un référentiel sur les sectes…

Les précédents en Europe des listes noires des mouvements spirituels et religieux et des sectes sont très rares. En fait, le seul précédent est la liste publiée le jour du Reichstagsbrandverordnung, c’est à dire l’ordonnance du 28 février 1933 publiée par le gouvernement dont Hitler était le chancelier, ordonnance liberticide qui annulait les principes démocratiques de la république de Weimar et donnait le coup d’envoi à la période la plus sombre de l’histoire moderne européenne.

Ce jour, le gouvernement du Troisième Reich établissait une liste de sectes interdites au nom de « la protection du peuple et de l’État ». Aujourd’hui certains ajouteraient “et de la famille et de l’individu”…

Cette liste comprenait les Témoins de Jéhovah, les anabaptistes, les adventistes du 7e jour, les mouvements gnostiques… elle sera régulièrement mise à jour (Georges Fenech : “le rôle de la Miviludes est aussi de remettre à jour les données concernant les mouvements déviants”) par les nazis pour y inclure les astrologues, les occultistes, la Science Chrétienne, l’anthroposophie, la théosophie… (si l’anthroposophie n’était pas dans la liste des sectes de 1995, elle avait rejoint le peloton lors du rapport 1999 de la Miviludes).

La justification de cette liste est retrouvée dans un ordre émanant du nazi Heydrich (cote D59 du procès de Nuremberg) qui établit une marche à suivre pour éliminer ces différentes « sociétés religieuses et sectes » et faire arrêter et interner en camp de concentration toutes les personnes connectées à ces mouvements. Le préambule de cet ordre est édifiant : « Dans la présente lutte pour la destinée du peuple allemand, il est nécessaire de protéger non seulement la santé physique de notre peuple mais aussi sa santé spirituelle, à la fois au plan individuel et au plan collectif. Le peuple allemand ne peut plus être exposé à des enseignements occultistes qui prétendent que les actions et missions des êtres humains sont sujettes à de mystérieuses forces magiques. »

Un exemple à ne pas suivre, et pourtant suivi de si près…

http://www.come4news.com/une-liste-noire-des-sectes,-quand-la-tolerance-zero-rejoint-le-troisieme-reich-620951

Congreso provincial de Testigos de Jehová

Congreso provincial de Testigos de Jehová

El Congreso Provincial de Testigos de Jehová, que se celebra cada año, tendrá lugar el próximo fin de semana en el municipio pacense de Gévora, adonde acudirán unos 600 testigos y cuyo lema será ‘Sigamos venciendo el mal con el bien’, tomado de las palabras del apóstol Pablo. Este congreso se reeditará en tres ocasiones más durante las próximas semanas en toda Extremadura y se espera una asistencia de unas 2.200 personas.

http://www.hoy.es/20090217/badajoz/congreso-provincial-testigos-jehova-20090217.html

Unos 600 pacenses se reunirán el próximo fin de semana en el Congreso Provincial de los Testigos de Jehová en Badajoz

Unos 600 pacenses se reunirán el próximo fin de semana en el Congreso Provincial de los Testigos de Jehová en Badajoz

Unos 600 pacenses se reunirán los próximos días 21 y 22 de febrero en el Salón ‘Los Palacitos’ en la localidad de Gévora (Badajoz) para participar en el Congreso Provincial de los Testigos Cristianos de Jehová de Badajoz, bajo el lema ‘Sigamos venciendo el mal con el bien’.

Según especificó hoy el colectivo religioso en nota de prensa, las reuniones de ambos días se desarrollarán de 10,50 horas a 13,00 horas, y de 14,30 a 17,00 horas, y la participación es libre y gratuita.

Entre las actividades más destacadas de la próxima cita congresual está el bautismo de los nuevos discípulos que, tras prepararse en el estudio bíblico, toman de “manera voluntaria” su decisión de adherirse al grupo religioso, comentó.

Este es el segundo congreso de los tres que el colectivo celebrará en la provincia de Badajoz durante los próximos días y forma parte de los 125 que los Testigos de Jehová llevarán a cabo en España, reuniendo a unas 130.000 personas en todo el territorio nacional, concluyó.

http://www.europapress.es/extremadura/noticia-600-pacenses-reuniran-proximo-fin-semana-congreso-provincial-testigos-jehova-badajoz-20090216094232.html

Despide siderúrgica a 56 Testigos de Jehová en Michoacán, Mexico

Despide siderúrgica a 56 Testigos de Jehová en Michoacán, Mexico

” A mí no me afecta ser Testigo de Jehová, es un honor serlo, aunque trae consecuencias como ésta, sostuvó Isaac Flores, uno de los trabajadores despedidos de una de las siderúrgicas más importantes del puerto de Lázaro Cárdenas, Michoacán: Las Truchas S.A. de C.V., Aseguró que el despido directo de 56 trabajadores de lo que fuera SICARTSA hace dos años “fue directo de la empresa pero a petición y presión del sindicato”. Ahora Isaac, sobrevive de las “chambitas” que le caen y con eso tiene que mantener a cinco de familia y además sortear la crisis economica. El caso de los trabajadores despedidos por profesar dicha religión fue turnado a la Comisión Nacional de los Derechos Humanos. La historia comenzó en abril del 2006 cuando el grupo de hombres, por su creencia, se abstuvieron de participar en aquel enfrentamiento entre mineros que dejo un saldo de dos muertos y un centenar de heridos

La Comisión Estatal de los Derechos Humanos informó que integró una queja para investigar el caso

MORELIA, MICHOACÁN.- Un total de 56 trabajadores de Mittal Steel, antes Siderúrgica Lázaro Cárdenas Las truchas, fueron despedidos, presuntamente por pertenecer a la religión de los Testigos de Jehová.

Así lo dio a conocer ayer la Comisión Estatal de Derechos Humanos (CEDH) en Michoacán, la cual integró una queja para averiguar el caso.

Se informó que los despidos se suscitaron a raíz del conflicto laboral del 2006, cuando por su creencia religiosa los 56 obreros se negaron a participar en el movimiento minero que defendía al dirigente del Sindicato Nacional de Trabajadores Mineros y Metalúrgicos, Napoleón Gómez Urrutia.

En esa ocasión, el movimiento minero tomó, durante casi dos meses, las instalaciones siderúrgicas y se enfrentó a los cuerpos policiacos.

El enfrentamiento dejó un saldo de dos obreros muertos a balazos y decenas de heridos, en lo que se considera uno de los episodios más violentos de la lucha sindical en Michoacán.

Ellos expresan que su credo no les permite participar en problemas de carácter político, situación por la cual no se unieron a los hechos de protesta, informó el visitador de la CEDH , Adrián Sevilla Lizcano.

Las primeras investigaciones de la CEDH afirmaron que fue el propio movimiento minero el que exigió a la empresa Mittal Steel, rescindir los contratos del grupo de obreros religiosos.

Les advirtieron que, de lo contrario, tomarían de nueva cuenta la empresa, reveló Sevilla Lizcano.

El representante de la CEDH comentó que el caso es analizado desde marzo del 2007 por tribunales laborales, pero, que por razones desconocidas no se ha emitido un fallo.

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De puerta en puerta

De puerta en puerta

Descripcion

15.02.2009 | Tocan el timbre buscando trasmitir sus creencias, son bien y mal recibidos. Fuera de cualquier discusión teológica / religiosa, están y no se puede negar su existencia. El interrogante es cómo viven el ser señalados como “los hinchap… de los testigos de Jehová”.

Fabricio Santacruz tiene 22 años. Usa bermudas, remeras con imágenes de dibujos japoneses, bandas de rock nacional o superhéroes. Peina con abundante gel sus pelos parados, usa cinturones con tachas y a la hora de hacer chistes, no tiene empacho en reírse de todo y de todos, hasta de sí mismo. Aunque contradiga los estereotipos, es testigo de Jehová. Y se prestó a comentarnos cómo vive su religión y el qué dirán.
Con una breve descripción, se entiende que Fabricio sorprende cuando comenta su credo. Series, películas y la cotidianeidad, colocan a los testigos en un perfil de camisa y corbata, muy conservador. “La gente te marca de una forma” afirma Fabricio. Al no ir a bailar o por no festejar cumpleaños, Navidad y/o Año Nuevo sabe que los catalogan como aburridos o raros. Lo que él remarca es que cada persona tiene su forma de divertirse. Organizan fiestas entre ellos, salen a pasear, a comer, la cuestión es que por su forma de vivir la religión, tratan de no envolverse en situaciones que “te pueden hacer caer en cosas que uno no quiere”. Santacruz da el ejemplo de ir a un boliche donde hay chicas con ropa provocativa, bebida en exceso, drogas (es decir, casi cualquier disco) y comenta que desde su lugar, su sensación es que siente que “la Biblia me está marcando que no son correctas”. ¿Su postura? Evitar situaciones en las que, por un lado, se pueden sentir mal y, por el otro, hacer algo indebido.
Fabricio se sincera y expresa que no son “bichos raros”, ven películas, salen, leen, navegan en Internet. ¿Y cómo es una fiesta? Las organizan ellos, si es posible con la supervisión de algún adulto. No las prohíben, lo que intentan es evitar situaciones que sean causa de tropiezo, en las que se terminan haciendo daño.

En lo personal

De los prejuicios y los estereotipos, casi nadie está exento. ¿Qué pasa por la mente de un joven testigo de Jehová como Fabricio cuando ve chistes en programas como el de Capusotto o Los Simpsons? “En lo personal, no lo tomo como una agresión” reconoce, aunque también admite que hay quien puede “sentirse ofendido”. En términos religiosos, reflexiona: “la Biblia dijo que vendrían burlones con su burla”, aunque él no se hace mayor problema. Y recuerda chistes como el de que dos testigos tiran sus publicaciones y deciden vivir la vida en Los Simpsons o hablan de ‘los pesados de los testigos de Jehová’ en los Coneheads (con Dan Aykroyd).
Santacruz sostiene que, simplemente, a la hora de hacer comedia le dan a todo el mundo, por lo que era cuestión de tiempo que les tocara a ellos. “Igual, estamos menos asediados que otras religiones a las que ‘les dan con todo’”. Él nunca se sintió ofendido, aunque reconoce que su personalidad también influye: “Me resbala lo que piensan los demás”.
El interrogante es, entonces, qué ocurre con quienes no les resbala. Santacruz comenta que a muchos no les molesta pero, eso sí, no lo consideran chistoso o gracioso. En lo particular, analiza que con algo hay que divertirse en la vida. “Si se ríen de todo el mundo, ¿por qué no la vamos a ligar también?” concluye
Hablan de la Biblia, pero no leen la misma que los católicos o los evangélicos, incluso la imprimen ellos mismos. Hay miles de páginas que hablan de ellos, pero reconocen sólo una.
Como decía Bernardo Neustadt, ‘lo dejamos ahí’. Y lo retomamos la semana que viene.

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