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Asamblea Especial en los Abruzzo

ASSEMBLEA ANNUALE SPECIALE DEI TESTIMONI DI GEOVA A ROSETO DEGLI ABRUZZI IL 18 APRILE
Sono attesi circa 1700 testimoni di Geova e loro simpatizzanti provenienti da Ascoli, San Benedetto, e dalla Valvibrata per l’assemblea dal tema: “Continua a vigilare sul ministero… affinché tu lo compia”.
San Benedetto del Tronto, 16/04/2009 (informazione.it – comunicati stampa) I partecipanti saranno lieti di ritrovarsi per ascoltare il programma che avrà come argomento centrale il ministero cristiano,cioè l’impegno di predicare il Vangelo con la testimonianza della condotta e con l’opera di evangelizzazione pubblica tipica dei testimoni di Geova di tutto il mondo.
Oltre a ribadire il beneficio a livello sociale e morale che può apportare l’opera di evangelizzazione svolta dai testimoni di Geova nella società,verrà posto l’accento sul privilegio e l’onerosa responsabilità che hanno coloro che si propongono di portare un messaggi salvifico come quello relativo alla Buona Notizia trasmessa da Gesù ai suoi seguaci di ogni tempo.
Una parte importante del programma sarà rivolta ai giovani e al loro impegno volontario di proclamare la speranza contenuta nella Sacre Scritture di un futuro luminoso e diverso.
Il programma prevede discorsi, interviste ed esperienze di vita reale. Un momento culminante della manifestazione sarà la cerimonia del battesimo per immersione completa in acqua, che è prevista sabato mattina alle 11.35, e che sarà preceduta, da un discorso sul tema della dedicazione a Dio.
Come per tutti i raduni dei testimoni di Geova l’ingresso.

Riferimenti

Roberto Guidotti
Ufficio Stampa dei testimoni di Geova province di Teramo e Ascoli Piceno
Via Manara 136
63039 San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) Italia
robi.gui@alice.it
3387411902
http://watchtower.org

http://www.informazione.it/c/2AC85101-9B03-4738-8FB5-2C3925BF8B6F/ASSEMBLEA-ANNUALE-SPECIALE-DEI-TESTIMONI-DI-GEOVA-A-ROSETO-DEGLI-ABRUZZI-IL-18-APRILE

Testigos de Jehová y el terremoto en Abruzzo

I Testimoni di Geova e il terremoto in Abruzzo

La religione può salvare la vita di una persona o farla entrare (in anticipo) nel regno dei cieli. In Abruzzo i Testimoni di Geova si sono salvati, i cattolici hanno raggiunto il Paradiso. I geoviani, prima del terremoto, hanno avvertito i membri della loro comunità del pericolo. Raccomandato di dormire in macchina e di tenere con sé delle valigie con il necessario. Sono tutti sopravvissuti.
Vescovi, arcipreti e parroci non erano al corrente di nulla? Non hanno sentito la necessità di denunciare il pericolo? Forse si, forse no. Le campane delle chiese sono rimaste mute. La voce della Chiesa non ha prodotto la più piccola eco prima del sisma. Se Bertolaso fosse stato un Testimone di Geova gli abruzzesi non avrebbero pianto centinaia di morti. Per Radio Maria il terremoto è stato voluto dal Signore perché anche gli abruzzesi partecipassero alla sofferenza della sua Passione…

“Gentile Signor Beppe Grillo,
chi le scrive lo fa da una parte dell’Abruzzo che, grazie a Dio non ha subito danni, (paura a parte) visto che vive sulla costa.
Non posso darle torto quando sottolinea il fatto che, visto che da mesi l’Aquila era soggetta a forti scosse, si poteva fare di più.
E le segnalo un fatto che lo conferma.
Ho molti parenti e conoscenti che sono appartenenti ai testimoni di Geova. Questa comunità è molto unita pronta a soccorrersi a vicenda e, in occasione del terremoto, le comunità vicine si sono subito mobilitate per soccorrere i confratelli che ne avevano bisogno.
Su richiesta di mio figlio, membro attivo di questa religione, e anche perché desiderosa di rendermi utile, ho reso disponibile la mia casa e mi sono preparata per ospitare una famiglia, (una coppia con due ragazzi) e mi sono preoccupata di quello che poteva servire con urgenza loro, immaginando non avessero più nulla.
Immagini la mia meraviglia nel vederli arrivare con i bagagli al seguito!
Così mi hanno spiegato che già settimane prima, in tutte le comunità de l’Aquila interessate da fenomeni sismici, alle loro riunioni settimanali, era stato suggerito loro come prepararsi ed essere pronti ad un eventuale cataclisma. Era stato trattato con cura l’argomento ed erano state date delle vere e proprio direttive pratiche: preparare valigie con l’occorrente per le prime necessità, non solo abiti ma anche coperte, scorte di viveri e bottiglie d’acqua. Tenere sempre le macchine pronte e cariche ma evitare di parcheggiarle nei garage ma parcheggiare al sicuro, in spazi aperti. Tenere sempre i telefonini a portata di mano.
Tutto questo tratto da un articolo del giornalino “Svegliatevi” che era stato stampato l’anno scorso e che trattava proprio di questo.
Infatti, dei più di 200 testimoni di Geova cittadini dell’Aquila nessuno è rimasto vittima del sisma. E so di sicuro che molti altri, parenti e vicini di casa devono almeno la vita a queste informazioni.
Tutto questo mi ha lasciato a bocca aperta!
Incredibilmente, seguendo pochi ed utili accorgimenti una piccola comunità religiosa ha salvato molte vite! Ma allora mi chiedo: cosa sarebbe successo se l’intera città avesse avuto le stesse pratiche informazioni?
Ora lascio a lei trarre le opportune conclusioni.
Un grosso GRAZIE dal profondo del cuore per le sue battaglie!” M. B.

http://www.beppegrillo.it/2009/04/i_testimoni_di_geova_e_il_terremoto_in_abruzzo.html

Chile: entrevista CNN a un Testigo de Jehová sobre la conmemoración

Cnn en chile vídeo entrevista a un Testigo de Jehová sobre la conmemoración.

Este fin de semana, miles de cristianos recuerdan la pasión y muerte de cristo en nuestro país. Para hablar de esta conmemoración religiosa, desde la mirada de los testigos de Jehová, visitó el estudio de CNN Chile, Claudio Correa, representante de esta religión. Consultado sobre cuál es el momento más importante para ellos de esta semana, Correa dijo que se trataba de “la cena del señor o lo que se conoce como la última cena. Eso lo hacemos porque Jesús mismo dejó el mandato a sus seguidores que siguieran recordando su cena en memoria de él”. Lo invitamos a conocer otras importantes aristas que tiene Semana Santa para los testigos de Jehová viendo el video de esta nota.

http://www.cnnchile.com/nacional/2009/04/11/asi-viven-semana-santa-los-testigos-de-jehova/

AZERBAIYÁN: ¿Qué es el “Plan para prevenir la propagación del extremismo religioso”?

AZERBAIJAN: What is the “Plan to Prevent the Spread of Religious Extremism”?

By Felix Corley, Forum 18 News Service <http://www.forum18.org>

Azerbaijan’s Interior Ministry has issued – but apparently not published – a “Plan to Prevent the Spread of Religious Extremism by Radical Sects”, Forum 18 News Service has learnt. Senior Ministry officials have refused to say what is in the Plan, however police in Gyanja have claimed that a raid on a Jehovah’s Witness meeting marking their most important festival is part of the Plan. Police insisted that the the meeting was “illegal” as the community does not have state registration in the city. Asked why this makes their meeting “illegal”, officers – who did not give their names – only repeated the “illegal” claim. It is unclear whether a raid on a Baptist meeting, publishing full names, addresses and birthdates of victims of such raids, and refusal to allow a mosque in the capital Baku to reopen are also linked to the Plan. Human rights defenders and religious communities are especially concerned about officials publicising the personal details of their victims, one defender stating it it could be regarded as “a kind of hate speech”. No official has been able to explain to Forum 18 how these official actions “prevent the spread of religious extremism”.

Three weeks after Azerbaijan’s Interior Ministry issued a “Plan to Prevent the Spread of Religious Extremism by Radical Sects”, the only known outcome so far has been a 9 April raid on the Jehovah’s Witnesses in the country’s second city Gyanja [Ganca], Forum 18 News Service notes. It is unclear whether a 25 March raid on a Baptist congregation in the central town of Agdash and the continued refusal to reopen the Abu Bekr mosque in the capital Baku are also linked to the 17 March Plan. In what appears to be a new development, local journalists are publishing the full names, year of birth and full home addresses of victims of such raids, causing concern to religious communities and human rights defenders.

Officers of Gyanja City Police raided the home of local Jehovah’s Witness Yegyana Gahramanova on 9 April, the Interior Ministry website stated the following day. Jehovah’s Witnesses pointed out to Forum 18 on 15 April that the raid occurred on the day Jehovah’s Witnesses mark the Memorial of Christ’s death, their most important religious event of the year. Yashar Ismailov, an aide to the head of the City Police, told the local APA news agency the following day that the raid was conducted in accordance with the Interior Ministry Plan to Prevent the Spread of Religious Extremism by Radical Sects.

Ismailov of Gyanja Police refused to discuss the raid with Forum 18 on 16 April, how it fitted in with the Plan or his presentation of the raid to the APA news agency. Forum 18 was unable to reach the head of the City Police, Rasim Musaev, on 16 April.

Neither General Emin Shekinsky, head of the Interior Ministry’s Criminal Investigation Department, nor Sadig Gezalov, the head of the Ministry’s Press Service, were able to explain what is in the Plan or why at least one peaceful religious community has been raided as part of the Plan. “It is for official use only,” General Shekinsky told Forum 18 from Baku on 16 April. He claimed not to have seen the Plan, which appears not to have been published. Forum 18 submitted its request for the text of the Plan in writing, but had not received it by the end of the working day on 16 April.

No one at the State Committee for Work with Religious Organisations was prepared to talk to Forum 18 on 16 April. As is the Committee’s usual custom, the woman who answered the phone of Yagut Alieva, the Committee spokesperson, hung up as soon as Forum 18 introduced itself. Likewise on 16 April, the man who answered the phone of the Committee’s official in Gyanja, Firdovsi Kerimov, hung up as soon as Forum 18 had introduced itself.

Raids on the Jehovah’s Witnesses have been frequent, with the most recent police raid on 22 February on a meeting in a private home in a Baku suburb. The 25 March raid on a Baptist congregation in Agdash was conducted not only by the local police but by officers of the National Security Ministry (NSM) secret police, although the Ministry in Baku denied this to Forum 18. The Abu Bekr mosque in Baku has been closed by the authorities since a grenade attack in August 2008, despite repeated attempts by the community to have it reopened (see F18News 1 April 2009 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1277).

The raid on the Jehovah’s Witnesses

Gyanja City Police told Forum 18 on 16 April that the Jehovah’s Witness meeting they raided on 9 April was “illegal” as the community does not have state registration in the city. Asked why this makes their meeting “illegal”, officers – who did not give their names – repeated that such meetings are “illegal”. “We committed no violation,” they insisted to Forum 18.

The APA news agency report, which also wrongly described the meeting as “illegal” and wrongly claimed the Jehovah’s Witnesses are “banned” in Azerbaijan, said 76 people had been present at the meeting, 39 of them women, 16 of them men and 21 of them children. It said the police are investigating the home owner as well as three other people present and that they have been “brought to administrative responsibility”. It said the police gave all the other people present a “verbal warning”.

Jehovah’s Witnesses told Forum 18 that none of those present at the meeting has faced any charges under the Code of Administrative Offences or the Criminal Code. “The authorities often claim through the media that charges will follow, but they rarely do.”

“Dangerous” publication of personal details

The APA report gave Gahramanova’s full name and home address even though she has not been found guilty of any offence, something that the Jehovah’s Witnesses say is a new development in such media coverage. “Of course our main concern is that police keep raiding our meetings,” Jehovah’s Witnesses told Forum 18. “But publishing individuals’ full addresses is a concern and could have consequences for them.”

Forum 18 notes that the publication of personal addresses for victims of police and NSM secret police raids on religious communities – even if they have not been found guilty of any offence – appears to be a new trend. In the wake of the 25 March raid on the Baptist community in Agdash, the same APA agency published the years of birth, full names and full home addresses of four of the Baptists present when the home was raided. Unlike the Jehovah’s Witnesses in Gyanja, three of the four Baptists whose details were published were fined. Baptists told Forum 18 in the wake of the raid that they were highly concerned that the four individuals’ home addresses were given, describing it as “dangerous” (see F18News 1 April 2009 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1277).

Echoing the Baptist and Jehovah’s Witness concerns is human rights defender Eldar Zeynalov, who heads the Human Rights Centre of Azerbaijan. “This is very dangerous,” he told Forum 18 from Baku on 15 April. “Their neighbours know they are Baptists or Jehovah’s Witnesses, but tomorrow if there are campaigns against such religious communities mobs would have concrete addresses to come to and attack.” He believes it could be regarded as “a kind of hate speech”.

Zeynalov points out that among the Constitutional changes approved in March were a number defending the private lives of citizens, especially the amendments to Article 32. “For the police to give this private information to journalists for them to publish appears to be contrary to government attempts to protect private life,” he told Forum 18. He believes this could be grounds for the individuals concerned to bring a case against the police and the media who have published such information. “But they probably wouldn’t get very far – local courts refuse to accept lawsuits against officials.”

Editors at the APA news agency refused to give Forum 18 the contact details for their local journalists who had published the information about the April raid on the Jehovah’s Witnesses and the March raid on the Baptists. “No one is allowed to speak to our individual journalists.” However, Nurshan Guliev, APA’s editor for political and social issues, insisted to Forum 18 from Baku on 16 April that all the information their correspondent had published on the Jehovah’s Witness raid had come from the police. He did not explain why the journalist had not sought comment from the Jehovah’s Witnesses and merely republished police information.

Guliev saw nothing wrong in publishing personal information in an article on their website about people, whether or not they have been convicted of any offence. “It’s not against the law,” he told Forum 18. “They’ve been accused of wrongdoing.” Told that they have not been convicted he responded, wrongly: “Jehovah’s Witnesses are banned in Azerbaijan. If they’re not registered they’re not allowed.” Told that no Azerbaijani law prohibits unregistered religious activity and that the Jehovah’s Witnesses have registration in Baku, he insisted that they are illegal.

Told that one of the victims has told Forum 18 of her concern about her home details being published and Baptists, Jehovah’s Witnesses and human rights defender Zeynalov had complained about the practice, Guliev said his agency has received no complaints from those it has named.

Also dismissing concerns was General Shekinsky of the Interior Ministry. He insisted to Forum 18 that police only give out information “in accordance with the law”. He added that journalists are independent and the police have no control over what they publish.

Trial to begin of relative of convicted pastor

Meanwhile, a preliminary hearing took place on 14 April in the north-western town of Zakatala [Zaqatala] in the criminal trial against Teyyub Eyvazov, an official of Zakatala District Court told Forum 18 on 16 April. The trial – under Article 234 part 1 of the Criminal Code, which punishes illegal possession of drugs – is due to begin under Judge Elchin Huseinov on 28 April, he added.

Eyvazov is the brother of one of the pastors of a much-persecuted Baptist congregation in the nearby small town of Aliabad. Another of his relatives, Pastor Hamid Shabanov, was found guilty in February by the same judge at the same court of illegal possession of a weapon under Article 228 Part 1 of the Criminal Code,but is now back at home. Another pastor, Zaur Balaev, also served a prison term from 2007 to 2008 (see F18News 12 February 2009 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1254).

Church members insisted to Forum 18 that, like the charges against Balaev and Shabanov, the charges against Eyvazov of possessing drugs have been fabricated by the police. “It is 100 percent certain that Teyyub did not have drugs – he is not the kind. He didn’t even know what they were.”

Teyyub Eyvazov, who has suffered psychiatric difficulties since a family tragedy and is not responsible for his actions, is not himself a Baptist. However, church members strongly suspect that the charges were lodged against him as a way of punishing the congregation. “The authorities wanted to do something against his brother Novruz,” one church member told Forum 18 on 12 April. “The other possibility is that this is being done as a way of extracting money.”

Eyvazov’s lawyer, Mirman Aliev, told Forum 18 from Baku on 16 April that he believes his client is being punished as a relative of Shabanov. “I will be there in court on 28 April to defend his rights.”

Aliev added that the same day he will attend Shabanov’s appeal hearing at Sheki [Saki] Appeal Court.

The Aliabad church member told Forum 18 that the authorities had said they have an order “from above” to imprison another member of the congregation. However, the official at Zakatala District Court dismissed this suggestion. “There’s no order from Baku. This couldn’t happen.” He claimed to Forum 18 that the cases against Eyvazov, Shabanov and Balaev were all “completely separate” and “unconnected”.

Human rights defender Zeynalov doubts if the authorities in Baku would have given the Zakatala authorities any specific instructions against the Aliabad Baptists, but says they are likely to have given a “general instruction” to move against religious minority communities.

Call for mosque reopening

Zeynalov of the Human Rights Centre of Azerbaijan also called for the immediate reopening of the Abu Bekr mosque in Baku’s Narimanov District. He says that the mosque was widely known as a “Wahhabi” mosque – following the strand of Islam which predominates in Saudi Arabia – and that Wahhabis with a dangerous agenda do exist in Azerbaijan. However, Zeynalov thinks this does not allow the authorities to keep the mosque closed. “I believe it should be reopened at once,” he told Forum 18.

The authorities have repeatedly refused to clarify to Forum 18 which agency has ordered the mosque to remain closed and why it should remain closed (see F18News 1 April 2009 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1277).

Zeynalov also rejects the government’s insistence that all mosques must be subordinated to the Muslim Board. “Half the Muslim communities in Azerbaijan are not subject to the Board,” he told Forum 18. “They could be closed down at any time.” However, Abu Bekr mosque was closed down despite being under the supervision of the Board.

A nationwide “temporary” ban on praying outside mosques, imposed in August 2008, along with bans on some Georgian Orthodox and Baptist churches reopening still remain in force (see F18News 29 January 2009 http://www.forum18.org/Archive.php?article_id=1246). (END)

Cardiología – Cirugía cardiovascular: cirugía segura

El Doctor Xavier Riera, especialista en Cirugía Cardiovascular del Centro Médico Teknon en Barcelona, experto en reparación de válvulas evitando así su sustitución por prótesis artificiales y uno de los mejores especialistas en la operación de Ross y en cirugía de reconstrucción de las cavidades cardíaca nos ayuda a saber más acerca de la cirugía cardiovascular. Las válvulas cardíacas son una parte muy importante de la estructura del corazón, y se encargan de llevar el paso de la sangre en la dirección adecuada. Existen cuatro válvulas que son la mitral, la pulmonar, la aórtica y la tricúspide, y permiten que la sangre salga y fluya por un lado y que no retroceda cuando no debe por otro lado. En consecuencia estas válvulas, que trabajan sin cesar día tras día, pueden acabar deteriorándose y más debido a la longevidad actual de las poblaciones occidentales.

Actualmente las cirugías reparadoras de estas válvulas lo que buscan no es sustituir la válvula humana por otra artificial, sino restaurar esa válvula para que tenga un funcionamiento óptimo, ya que esta tiene mayor resistencia a la infección, conservando la arquitectura del propio corazón y evitando el uso de anticoagulantes de por vida.

Esta cirugía clásicamente se hace mediante una incisión a través del esternón, pero ahora se puede hacer por incisiones más pequeñas de cuatro o cinco centímetros por la parte lateral derecha del cuerpo y así llegar a la válvula cardíaca.

La intervención u operación de Ross, es compleja y significa actuar sobre dos válvulas para arreglar el problema de una. Cuando pacientes que tienen un problema en la válvula aórtica y que tienen una edad temprana, y no quieren medicarse de por vida con anticoagulantes, o bien llevar un mecanismo artificial, lo que se hace es utilizar la propia válvula pulmonar del paciente, que es exactamente igual que la aórtica, ponerla en situación aórtica y llenar ese espacio con otra válvula humana crió preservada de cadáver. Esto es complejo pero tiene las ventajas que al ser una válvula humana es hemodinámicamente imbatible, con una durabilidad bastante superior a las válvulas biológicas que manufactura la industria, y en el caso de niños, pues esta crece con el propio niño.

Hoy día la cirugía de corazón es muy segura y el riesgo es muy bajo, y muchas veces esos riesgos van a depender de otros factores como la edad, problemas renales, la obesidad u otros.

Para la operación de Ross se requiere que los pacientes sean jóvenes, que tengan una patología de válvula aórtica, que estén convencidos de esta operación y sobretodo que no estén dispuestos a tomar medicación de por vida, los anticoagulantes, ya que se necesita mucho control sobre esos fármacos, que tienen muchas interacciones y es poco efectiva para pacientes a los que les gusta practicar deportes de riesgo.

Las insuficiencias de la válvula mitral que muchas veces son degenerativas, se van cerrando con el tiempo, se pueden reparar casi en el 100% de los pacientes, mientras que en otras válvulas esas reparaciones llegan sólo al 20%.

Los anticoagulantes tienen el problema que son de por vida, con un patrón fijo que no permite fallo alguno, y ello hace que no sea a juicio de muchos médicos, un buen tratamiento para el sistema cardiovascular.

La cirugía cardíaca sin sangre, básicamente se refiere a que con las técnicas actuales no se necesita de transfusiones, cosa que antes era inviable, y que ha permitido acceder a esta cirugía tanto a testigos de jehová, pero también interesante para personas con anticuerpos raros en la sangre.

Hoy día los riesgos son bajos, hay muchas técnicas y hay mejores equipos médicos para que los pacientes mejoren su calidad de vida, y ello no significa necesariamente que vaya a vivir muchos más años, eso es un imponderable que no depende de la cirugía o no, pero sí que los va a vivir mejor, y con mayor calidad de vida.

Más información en Teknon

1 Ficheros de sonido (14:07 mins):

Reproducir Dr. Xavier Ruyra, especialista en Cirugía Cardiovascular del Centro Médico Teknon de Barcelona (14:07 minutos)

http://www.vivirmejor.es/es/cardiologia/noticia/v/27/actualidad/cirugia-cardiovascular-cirugia-segura-03781.html

Italia : Terremoto de L’Aquila

Hermanos de L’Aquila.
Fecha recibido: Jueves, 9 Abril 2009 10:08:29 +0200

I circa 200 fratelli e sorelle delle 3 congregazioni di L’Aquila , stanno tutti bene!
Nessuno ha subito danni fisici, nemmeno i parenti dei fratelli, ma purtroppo circa 150 di loro hanno perso in parte o totalmente le loro abitazioni.
Tra i fratelli c’è stata un ottima organizzazione dei soccorsi. La società ha inviato dei camion con varie attrezzature e ieri il mio amico Daniele di Altino (CH) insieme ad altri fratelli hanno portato coperte e lenzuole come richiesto dal Comitato Regionale dei Soccorsi.
Il sorvegliante di circoscrizione, da Roseto, è stato tempestivo ad arrivare nella zona e da allora è sempre lì in una roulotte davanti la Sala del Regno insieme a due anziani e ad altri fratelli.
Provvisoriamente la stragrande maggioranza dei fratelli e loro famiglie sono stati spostati a Roseto dove sono stati rifocillati ed accolti e ora sono ospitati da fratelli che abitano sulla costa o in roulotte all’interno della Sala Assemblee.
Comunque nel frattempo la Protezione Civile ha loro assegnato un posto nell’area di un supermercato dove verrà tra oggi e domani montata una tendopoli attrezzata e dove si spera di poter tenere anche la Commemorazione.
La Sala del Regno non ha subito molti danni in quanto costruita con cemento armato ma purtroppo tutti hanno il terrore degli spazi chiusi in questo momento.
Purtroppo le scosse sono continuate in tutto l’Abruzzo e soprattutto i fratelli di Avezzano e delle zone limitrofe sono molto peoccupati e alcuni di loro hanno dormito in macchina in queste 2 notti.

MENTRE il fratello GIANDOMENICO CHE ABITA IN UMBRIA MI HA MANDATO QUESTA NOTIZIA (7-4-09 ORE 21):
Stiamo preparando furgoni con viveri e indumenti, e già ci stanno informando che quello che le congregazioni umbre stanno facendo è cosi tanto che non hanno i mezzi per trasportare tutti i generi.
Per ora hanno caricato come urgenza coperte brande e viveri e sopratutto gruppi elettrogeni.

HO PENSATO DI SCRIVERE QUESTE NOTIZIE A BENEFICIO DI TUTTI COLORO CHE SONO PREOCCUPATI MA CHE NON CONOSCONO NESSUNO NELLA ZONA O NON SANNO A CHI CHIEDERE.
POTETE FAR GIRARE QUESTE NOTIZIE SE VOLETE.

Experiencias en Belice Marzo-2007

De Ana :

En Malaquias 3:10, el profeta dice:
“…Pruébenme, por favor, en cuanto a esto – ha dicho Jehová de los ejércitos-, a versi no les abro la compuerta de los cielos y realmente vacío sobre ustedes una bendición hasta que no haya mas carencia”
Esta es una de las promesas que me ayudaron a decidir hacer mi viaje a Belice. Sabía que Jehová me cuidaría y que el se encargaría de ayudarme a sobrellevar los retos a los que me enfrentaría.
Pues bien, esta es la historia de lo que paso, de lo que pensé, de lo que sucedió, y el resultado de confiar en las promesas divinas.
Belice Marzo-2007
La emoción y la incertidumbre hacia vibrar nuestro cuerpo, solo de imaginar que en unas horas mas estaríamos en otro país. Tan lejos de nuestra casa y tan cerca de vivir lo que por tanto tiempo habíamos soñado.
Tanto Sofía como yo, esperábamos lo “peor”. Nos habíamos preparado emocional y mentalmente para enfrentarnos a lo que considerábamos la mejor experiencia en nuestras vidas y un inmerecido privilegio por parte de Jehová y su Organización.
Y así, con tantas emociones, con tantas ilusiones, el día finalmente había llegado. Pasamos por la aduana beliceña y en cuestión de minutos ya no escuchábamos hablar español, ya no teníamos recepción en nuestros celulares, ya no teníamos familia…solo éramos ella, yo y el cuidado amoroso y la bendición divina.
Nuestro destino final era Punta Gorda, al sur del País.
Así, tomamos el camión a Belice City en donde haríamos la conexión con Punta Gorda. Oh sorpresa! Aunque solo conocimos la central, inmediatamente nos dimos cuenta de la pobreza, la ignorancia y el retraso urbano que la mayoría de Belice padece.
Era una central muy pequeña, como las que tal vez existían en Mexico en los 20`s o que aun existen en las poblaciones pequeñas y casi olvidadas…
Dado que llegamos tarde, perdimos nuestra “conexión” directa a Punta Gorda y nos dijeron que si nos íbamos a Dangriga, aun teníamos oportunidad de tomar el siguiente camión a nuestro destino.
Nos dio mucho gusto dejar Belice City, pues los beliceños le tienen miedo a esa ciudad, si, la ciudad mas violenta del país…
Ya en el camión, Sofía entablo conversación con un joven muy lindo. Nos sorprendió escuchar que se levantaba a las 3am todos los días, para alcanzar el camión que le llevaría rumbo a su escuela y que a las 830pm estaba de regreso, pues vivía a casi 4 horas de la escuela secundaria.
Sus Sueños? Estudiar y emigrar a Estados Unidos.
Su realidad? Muy difícil.
Su esperanza? El “sueño americano”.
Hablamos un poco de la Biblia con el y fue muy receptivo…esperamos haber sembrado la semillita en su corazón, ya Jehová se encargara de hacerla crecer.
Durante todo el camino, la gente nos observaba muy detenidamente. La mayoría de los beliceños son de origen africano o hindú, por lo que tanto los rasgos como el color de su piel son mucho muy distintos a los nuestros. Éramos las únicas blancas en el camión! Una sensación muy rara y diferente.
Así, llegamos a Dangriga. Al llegar a esa ciudad, nos empezamos a preocupar. Era muy tarde y habíamos perdido el camión de las 3pm por lo que teníamos que pasar la noche en una ciudad desconocida, un calor impresionante, cansadas, llenas de maletas y con un presupuesto muy limitado…
Antes de permitir que el miedo se apoderara de nosotros, y después de hacerle oración a Jehová individualmente, Sofía se encargo de llamar a la hna. Kypers en Punta Gorda. Era el único contacto que teníamos y aunque nunca le habíamos conocido en persona, teníamos amigos en común y comunicación por correo electrónico.
Su respuesta? “Llámenme en 10 minutos…”
Así es que esperamos, y esperamos y esperamos lo que nos pareció horas en una gasolinera que estaba a punto de cerrar.
Pero Jehová cumplió su promesa.
Andrea se comunico con Scott y en 10 minutos el hno. Ávila pasó a recogernos. Nos llevo a su casa, nos dio la habitación principal con agua fría y caliente, cama matrimonial y hasta computadora con Internet!
Ni siquiera en un hotel habríamos estado tan cómodas!
Nuestra hermandad mundial es maravillosa!
Si. “Bendiciones hasta que no hubiera mas carencia” dijo Jehová.
Al siguiente día, nos fuimos muy temprano con rumbo a nuestra asignación.
Sobre ese día, esto fue lo que escribí en mi diario:
“El paisaje es muy bonito. Muy verde. los únicos ruidos que se escuchaban, son los de unos pajaritos…muy ruidosos por cierto.Y a lo lejos, se escucha el murmullo delo que parece una estación de radio. Al aire huele a vegetación y hay una sensación de paz y de satisfacción interior muy padre tan solo al mirar a mi alrededor…”
Y entre reflexiones y polvorientas carreteras, llegamos a Forest Home del distrito de Toledo, la pequeña aldea a la que habíamos sido asignadas.
Al llegar, nos recibieron los 4 precursores que ya habían estado allí por dos meses.

Las casas beliceñas son en su mayoría de madera y muy rusticas y con unas áreas verdes enormes y muy bonitas. Aquí van algunos ejemplos:
Y así, con toda la emoción de lo nuevo y desconocido, nos preparamos para salir a predicar al siguiente día después de que llegamos.
Parte de nuestra asignación, eran las aldeas que por ahí estaban. Jacinto Village, Eldridge Village, Laguna Village, Machaca, San Marcos, Crique Sarco y las Indian Villages.
La mas cercana a nuestra casa, era una de las Indian Villages. Y es en donde viven los indígenas beliceños. Son descendientes de los mayas y hablan el Ketchi. Son muy inteligentes y sus casas me encantaron!

A fin de poder entablar conversaciones con ellos, nos aprendimos algunas expresiones en su idioma. Por ejemplo:
“Ania ka ba?” – Como te llamas?
“Saintchol achinkulunk akukin” – Gusto en conocerte.
“Inkaba ish …….. “– Mi nombre es……
“Chanka kilbal?” – Como estas? “Makuanka Santil-Ju?” – Tienes Biblia?

Y no solo eso!!! Tambien nos aprendimos dos citas biblicas:
“Ut li resil lix nimajcual caunquilal li Dios tay emank yalak bar jun sut rubel choxa re nak chixjunileb li tenamit te`rabit resil li coba-ib tojo´nak tachalk l roso´jiqueb li cutan”
“Estas buenas nuevas del reino se predicaran en todas las naciones y entonces vendra el fin” Mateo 24:14
“Li junelic yu´am, a´an nak te`xnau a cuu laat li junajat chi tzàkal Dios ut te `xnau ajcui `cuu lain li Jesucrito li quinatakla chak”
“Esto significa vida eterna, el que estén adquiriendo conocimiento de ti, el único dios verdadero y de aquel a quien tu enviaste, Jesucristo” Juan 17:3
Y ese era nuestro propósito principal! Enseñarles a aprender de Jehová, mostrarles lo que la Biblia realmente dice y tener juntos, la misma esperanza: Vida eterna muy pronto y aquí en la tierra!!!
La mayoría de los ketchi se sorprendían al escucharnos tratar de hablar en su idioma y nos permitían comenzar una conversación bíblica. Los adultos jóvenes hablan ingles –pues es el idioma oficial en Belice- nos escuchaban y pudimos establecer estudios muy interesantes con ellos.

En una ocasión, nos acercamos a una señora, su respuesta fue: “Me, no English” nosotros respondimos: “We, ketchi” se sorprendió bastante y después de sonreír, estudiamos con ella el folleto: “Disfrute para siempre de la vida en la Tierra”
Y efectivamente, estudiamos todo el folleto en…ketchi!
Dado que Dominga no sabia leer, le estuvimos leyendo con lo que creímos era la pronunciación…al terminar dijo que lo había disfrutado mucho y que si nos había entendido. Jehová es un dios muy misericordioso, y como dijo el apóstol Pedro: “con certeza percibo que Dios no es parcial, sino que en toda nación, el que le teme y obra justicia le es acepto” (Hechos 10:34,35) y este, es un claro ejemplo!


Con los niños también estudiábamos. La mayoría se emocionaba y muy contentos se sentaban a escuchar.
Y claro, después de estudiar, jugábamos fut-bol. Nos caía bien algo de ejercicio!

En una ocasión, los niños nos pidieron revistas, prometieron llevárselas a sus padres. El tiempo dirá si en realidad lo hicieron.

Pero entre todos esos niños ketchi, habia una niña que me parecía particularmente encantadora. Su nombre era Mercedes de 9 años. Tenia preguntas muy interesantes y es una niña muy sensible. Con el tiempo, nos empezó a acompañar a las reuniones y al parecer, las disfrutaba tanto como nosotros. Nos prometió que trataría de estudiar aunque ya no estuviéramos allá. Esperamos que así sea.

Creo que algo que aprendí a valorar mucho mas, fue el inmenso privilegio de ser parte de la Organización de Jehová y la hermosa hermandad cristiana.
Es impresionante como el amor a Jehová y su espíritu santo nos mueven a hacer cosas que de otra manera jamás haríamos!
Conocimos hermanos que venían de México, Canadá, EU y Alaska con el único objetivo de enseñar a otras personas lo que lo Biblia dice.

Por ejemplo, en nuestra congregación, había una hermana muy especial. Su nombre? Rowna. (Suena como “Rouina”) Ella es sordo-muda. Y para que no se pierda la educación que recibimos en las reuniones, se han hecho arreglos para que cada reunión se interprete en ASL (American Sign Language)
Si! El cántico, la oración y los discursos!
De hecho, mientras estuvimos allá, recibimos un curso súper-intensivo para poder comunicarnos con ella y apoyar a las hermanas encargadas de interpretar en ASL. Fue muy interesante!!! Y con la ayuda de Jehová, tanto Mónica como Guille y yo, tuvimos el inmenso privilegio de apoyar en la interpretación durante algunas reuniones.
Pero eso no es todo, cuando uno aprende de Jehová y finalmente te sientes feliz al acercarte a el, deseas que todo el mundo haga lo mismo. Como Jesús mismo dio: “Conocerán la verdad, y la verdad los libertara” Y quieres hablar de el todo el tiempo para que todos lo conozcan y sepan de nuestro maravilloso creador.
Para algunos es mas fácil que para otros, pero, nuestros hermanos discapacitados son un ejemplo de que no hay n-a-d-a que nos impida hablar de Jehová cuando deseamos hacerlo. Y en este punto, Rowna es un ejemplo.
En San Marcos, nos encontramos con un jovencito de 15 años (Prudencio) que era sordomudo. El nunca había tenido la oportunidad de escuchar de Jehová, pues además de su discapacidad, es un joven muy tímido y responsable. Se la pasa trabajando (acarrea leña) y no le gusta estar rodeado de muchas personas pues se pone muy nervioso. Por lo tanto, la primera vez que lo conocimos fue algo… cortante, pero tratamos de decirle que la próxima vez, regresaríamos con alguien que pudiera hablar su “idioma”.
Guille se encargo de todos los arreglos necesarios, y la siguiente semana, Rowna estaba con nosotros. Creo que iba muy emocionada y no sabia que esperar. Era la primera vez que tendría la oportunidad de “hablar” a otros sobre Jehová, generalmente ella “recibía” mucho, esta seria su primera vez para “dar” a otros…
Y fue una experiencia muy fortalecedora!
Rowna se sentía inmensamente feliz de poder “hablar” con alguien sobre Jehová. De poder compartir todo lo que ella sabía y que había estado guardado en su corazón por que los demás no podíamos entenderle a plenitud. Saltaba de gusto y felicidad al hablar con Prudencio sobre las maravillosas promesas divinas.
La resurrección, el paraíso en la tierra del que muy pronto disfrutaremos y como los “oídos de los sordos serán abiertos y las bocas de los mudos hablaran” acorde con lo que dice Isaías.
En varias ocasiones, hizo actuaciones muy especiales que nos permitieron entender lo que estaba diciendo. Por ejemplo, al hablar de la muerte, le pidió a guille que se recostara y ella simulo llorar y estar triste, pero al hablar de la resurrección, sus lagrimas de tristeza desaparecieron y su expresión facial cambio totalmente por lagrimas de alegría.
Prudencio estaba impactado. Creo que ni parpadeaba, absorto en lo que Rowna le decía.
La siguiente semana regresamos, pero esta vez sin Rowna, al parecer había comido algo que le hizo daño y estaba enferma. Prudencio nos vio y no le gusto la idea, pero con nosotros llevábamos un DVD portátil con el folleto “Usted puede ser amigo de dios” en Señas en Ingles. Inmediatamente se sentó, tanto el como toda su familia a ver el video, y dado que su familia no entiende señas tan bien como el lo hace, seguimos el video con la lectura en voz alta del folleto.
Tener a toda la familia reunida viendo y escuchando, fue una experiencia inolvidable!

Pronto descubrimos que los jóvenes beliceños tienen muchas preguntas muy interesantes. Por ejemplo, conocimos a Fidel, de 11 años. Desde que tocamos la puerta de su casa, el y sus hermanitos fueron muy respetuosos y prestaron mucha atención a lo que teníamos que decirles.
Después, nos pregunto: “Y uds.? Creen en la Trinidad?”
Dado que era un niño, le dimos algunos ejemplos que creímos acorde a su edad.
Su reacción?
Se nos quedo viendo como diciendo: “no creo nada de lo que me están diciendo”
Cuando nos dimos cuenta de que su interés era real y sincero, le pedimos trajera su Biblia.
El, muy contento corrió a traerla.
Leímos alrededor de 6 textos, después de cada texto, hacia una pregunta diferente o se quedaba pensando, meditando en lo que acababa de leer en su propia Biblia.
Hasta ese momento, nosotras estábamos maravilladas ante tal interés tan profundo en lo que la Biblia realmente dice.
Al terminar de leer los 6 textos, se quedo muy serio. Nosotras también, pues no sabíamos que esperar…o que diría el. De repente, los ojos se le iluminaron y muy emocionado dijo: “Tienen razón! Mi Biblia dice que Dios y Jesús son diferentes! No hay trinidad!!! Ahora díganme, que piensan de la venida de nuestro seño Jesucristo? ”
Después de reponernos de la sorpresa que esas reacciones tan sinceras le provocaban, le ofrecimos el libro “Que es lo que la Biblia realmente enseña?” el, muy gustosamente lo acepto y prometió leerlo.
Después de hablar con el, nos encontramos con los hermanos que andaban predicando por la misma cuadra, las hermanas nos comentaron que acababan de tocar en esa casa, que había salido una señora, detrás de la señora estaba Fidel, esperando una oportunidad para leer por si mismo lo que la Biblia realmente dice, pero no tuvo oportunidad pues a su mama no le intereso nuestro mensaje de hecho, les pidió que se retiraran… La Biblia dice que los Ángeles están muy activos vigilando desde el cielo la obra de predicar y ayudando a encontrar personas de corazón sincero, sin importar edad, sexo, antecedentes religiosos, culturales o étnicos. Creemos que este es un claro ejemplo de su guía y de lo mucho que Jehová se interesa por nosotros…incluso los niños de 11 años como Fidel.


Para llegar a las aldeas, generalmente viajábamos en el carro casa de los Domínguez, quienes muy amablemente, pusieron su auto para lo que se necesitara, y Jehová les bendecirá por su generoso corazón y por su apoyo tanto a nosotros como a las personas que llevaban a las reuniones.

Por ejemplo, todos los viernes íbamos a Crique Sarco.
La aldea ketchi mas lejana a la que teníamos que ir a predicar.
Para llegar ahí, primero los Malone (Geoffrey y Artie) tenían que viajar casi hora y media para pasar a recogernos y después, juntos –Sofía y yo- viajábamos casi dos horas y media mas para llegar. La primera vez que fuimos, fue toda una odisea pues a casi 5 minutos del río, la camioneta se estanco. Si! Desde las 9am hasta las 4pm. Estuvimos acarreando piedras, madera y lo que encontráramos mientras el hno. Malone escarbaba y escarbaba…
Ese día, terminamos cansadísimos! Pero listos para volver a intentarlo dos días después. Y ciertamente, valió la pena.
Después de manejar por casi dos horas y media, llegábamos a un río y teníamos que esperar a que alguien llegara para que nos cruzara en su “ancestral kayak” podía ser Nazario, (el cuidador de esa área) su esposa o hasta Samuel, un gordito de 10 años que se reía mucho de nosotros por lo mucho que nos temblaban las piernas y por las caras que poníamos al subirnos a su canoa.
Y creo que aunque este era el día mas cansado, era también el que mas disfrutábamos.

La Creación de Jehová es maravillosa! Y los paisajes de Crique Sarco eran muy bonitos. Había jungla por doquier y los diferentes tonos de verde maravillaban nuestros ojos.
Ahí encontramos personas muy sinceras que en verdad querían aprender más sobre Jehová. Con algunos incluso estudiábamos en Español pues eran Guatemaltecos.

Ahí también encontramos moscos, mosquitos y moscotes que chupan la sangre, hormigas que muerden y de hecho, en una ocasión, tenia las manos casi inutilizadas, pues me picaron muchos moscos y hormigas en las palmas de las manos, sip! me tallaba contra las paredes pues no me podía rascar mejor… :S
También descubrimos la “Dr. Fly” que para nuestra desgracia, vivía en todo Belice.
Es una mosca grandota color café que pica y se hace una “bolota” el lugar del piquete. Le dicen así, por que sigue el mismo procedimiento de los doctores, primero, pasa cerca de ti, y te escupe o te lame la parte donde picara (anestesiándote el área) y después regresa, y te encaja su lengua, larga y delgada como una aguja. Me dicen que casi no sientes en el momento del piquete sino hasta después cuando ves la hinchazón y la horrible marca que deja ahí.
Gracias a Jehová, ni a mi ni a Sofía nos picaron las pavorosas Dr. Fly.
Pero eso si, tuvimos un “encuentro cercano” con alacranes. Matamos alrededor de 14 alacranes en nuestro cuartito, 4 de ellos andaban en mi cuerpo….aaay!

Y bueno, el día de la conmemoración de la muerte de nuestro señor Jesucristo (Abril 02,2007) fue un día muy emocionante. Dado que Jesús nos mando que “observáramos ese día” teníamos mucho interés por saber cuantas personas obedecerían este mandato.
Al igual que en el resto del mundo, en la congr. De Punta Gorda todos participábamos tan activamente como podíamos invitando a otras personas tanto en Ingles como Español y Ketchi.
Finalmente el día llego, el año anterior, se habían reunido 150 personas, casi el doble de la cantidad de publicadores…este año? Este año fuimos 447!!!! Si!
El programa fue simultáneo en Ingles, español y Señas en Ingles.
Los Hermanos hicieron arreglos y 3 camiones pasaron a recoger a una gran cantidad de personas interesadas en asistir.
Jehová bendijo nuestros esfuerzos!

Y aunque salir a predicar todos los días nos hacia muy felices, Jehová fue fiel a su promesa: “Bendición hasta que no haya mas carencia” y eso, lo comprobamos al tener unas “pequeñas” vacaciones.
A finales del mes y por cuestiones legales, teníamos que salir del país, por lo que decidimos ir a Guatemala. Si! La ciudad de Antigua principalmente. Es una ciudad bellísima! Llena de colores, olores, sabores, historia y tradiciones. La gente es muy parecida a los mexicanos y son muy sonrientes y humildes.
Tuvimos además, la oportunidad de subir al volcán Pacaya. Para esto, caminamos 2.30 horas hacia arriba (yo iba a caballo). Es un bellísimo volcán activo, como podrán observar por la lava a espaldas nuestras.
Es impresionante la fuerza interna de un volcán y lo frágiles que los seres humanos podemos ser ante tanto poder. Durante todo este tiempo, no puedo mas que preguntar lo mismo que el salmista en Salmos 8:3,4 “Cuando veo tus cielos, las obras de tus dedos, la luna y las estrellas que tu has preparado, ¿Qué es el hombre mortal para que lo tengas presente y el hijo del hombre terrestre para que cuides de el?”

También tuvimos la oportunidad de visitar la sucursal de los Testigos de Jehová en Guatemala. Ahí es donde se organiza todo lo relacionado con los hermanos de ese país. Fue una experiencia única!
Conocimos hermanos muy lindos que le han servido a Jehová toda su vida. Y esa es otra de las cosas que me llama mucho la atención de los hermanos de edad avanzada que se han gastado en el servicio. Son muy felices!!! Y nunca he conocido un solo siervo de Jehová que se queje de todo lo que hizo durante su juventud por servirle a Jehová. Ciertamente, es un privilegio estar rodeada de esos hermanos!

La sucursal esta en Cd. De Guatemala
una de las ciudades mas violentas del mundo- nosotros teníamos pensado quedarnos en un hotel, pero nuestros hermanos no nos dejaron. Nos quedamos con una familia lindisima! Y aprovechamos para ir al estudio del libro –que era justamente ese día-
Si! Los siervos de Jehová tenemos una maravillosa familia mundial!
Belice también cuenta con unos paisajes impresionantes, junglas vírgenes, aves exóticas y decenas de bellos parques nacionales.
Aunque no tuvimos oportunidad de visitar todo lo que Belice ofrece a las personas interesadas en Ecoturismo, Jehová nos dio la oportunidad de ver algunas, de sus múltiples bellezas.
Espero que uds. disfruten las fotos tanto como yo disfrute estar ahí y tomarlas.

Me uno a las palabras del Salmo 40:5 donde dice:
“Muchas cosas has hecho tú mismo, oh Jehová Dios mío, aun tus maravillosas obras y tus pensamientos para con nosotros, no hay nadie que pueda ser comparado a ti.
Si me inclinara a informar y hablar de ellos, han llegado a ser mas numerosos de lo que yo pueda relatar”
Definitivamente,
ha sido un gran privilegio conocer otros lugares, otros hermanos, otros retos…y ha sido una inmensa oportunidad de conocer mejor a mi dios, el creador de tantas y tantas maravillas, me han ayudado a profundizar mi amor y confianza en Jehová, quien cumple lo que dice en:
“…Pruébenme, por favor, en cuanto a esto – ha dicho Jehová de los ejércitos-, a versi no les abro la compuerta de los cielos y realmente vacío sobre ustedes una bendición hasta que no haya mas carencia”
Creo que recibí mucho mas –no solo de lo que puedo dar, sino además, lo que puedo asimilar.
Si. Bendición hasta que no haya mas carencia.
Para mas información sobre nuestra obra y nuestras creencias, visita:

http://www.watchtower.org/

Tormenta de Hielo en Kentucky 2009

Tormenta de hielo en Kentucky 26 y 27 de enero 2009

Tormenta de Hielo en Kentucky 2009

Queridos amigos y familia,

Esperamos que al recibir esta carta se encuentren bien, tanto física como espiritualmente. Como todos ustedes saben, este mundo está pasando por tiempos difíciles de manejar, prácticamente en todo ámbito imaginable.

Hemos estado experimentando los efectos de la peor tormenta de hielo en la historia de Kentucky. Donde nosotros vivimos (Mayfield, Kentucky) fue una de las dos localidades donde golpeó más fuerte la tormenta. Comenzó a azotar con fuerza el 26 de Enero de este año (2009) y luego empeoró al día siguiente. Lo que realmente ocurre en una tormenta de hielo es muy distinto de todo lo que me ha tocado ver. La temperatura baja tanto que cuando comienza a llover el agua que llega a los árboles, las casas, los caminos y postes del alumbrado se congela en forma inmediata. El hielo gradualmente se pone más y más grueso al punto de que la rama de un árbol duplica su diámetro. Los árboles comenzaron a caerse de cuajo y muchos otros perdieron todas sus ramas. Estos cayeron en muchas viviendas, y los caminos quedaron cubiertos con árboles, lo que los hacía intransitables.
Muchos postes de la luz se quebraron justo en la mitad y prácticamente a todas las líneas del tendido eléctrico les pasó lo mismo o bien quedaron en el suelo. Esto significó que el 100% de la ciudad de Mayfield quedó sin electricidad y el 90% de la ciudad de Murray, también. Este problema significó quedarnos sin calefacción por semanas, y algunos días las temperaturas bajaron hasta los -14,4 C° y muchas personas cuya vida dependía de máquinas para respirar no tuvieron solución. Además, cañerías de volumen grande que transportaban agua se congelaron y se rompieron, por lo tanto la compañía de aguas tuvo que cortar el suministro principal dejando a muchos sin agua. Los que tenían un pozo no pudieron sacar agua ya que su motor no funcionaba. Esto implicó que no había agua en baños ni duchas, tampoco para beber ni cocinar, o para limpiar. Acá no tenemos ríos o lagos para ir a llenar baldes con agua, a menos que se viajara una hora de camino.
Todas las tiendas de abarrote estuvieron cerradas por días (incluso tiendas de gran tamaño) y cuando lograron abrir usando generadores, gran parte del alimento se había descompuesto y muchos de los camiones que traían alimento para abastecer a las tiendas se quedaron atrapados en el camino debido a todo lo que cayó en la carretera. Las gasolineras estuvieron cerradas por días y todos los Bancos igualmente cerrados.
Los hospitales no tenían capacidad para hacer funcionar las máquinas para ayudar a la gente que lo requería. Había una sola tienda (llamada Lowe) en la ciudad de Murray que estaba preparada y tenía un generador que duraba 5 días.
Fuimos a esa tienda en busca de algo para calefaccionarnos, pero ya no quedaba nada, no habían estufas a gas ni a parafina. No había velas, no quedaban ni siquiera esas cocinillas para hacer camping. Tampoco quedaba agua ni alimento
El Presidente Obama declaró Kentucky zona de catástrofe. El temor de la gente comenzó a aumentar y esto se hizo evidente en su actitud de avaricia. FEMA (Una agencia de gobierno) envió tropas armadas para controlar el saqueo y ayudar con la organización y limpieza. Se envió además un grupo de eléctricos provenientes de varias partes del país.
En un principio dijeron que tomaría 2 semanas para que parte de la población quedara con electricidad y agua. Ahora están diciendo que debido a lo extenso del daño, ciertas personas en el área rural quedarán sin electricidad ni agua en 8 semanas.

Cuando finalmente una tienda de abarrotes abrió con la ayuda de un generador, los cajeros automáticos y las tarjetas de ayuda de gobierno para cobrar alimentos no funcionaron. Las filas dentro de esta tienda, apenas iluminada, iban de un extremo al otro.
Decidimos entrar para ver si podíamos conseguir algo pero ya no quedaba prácticamente nada. Los estantes de los pasillos estaban casi vacíos, salvo por productos para aderezar las ensaladas, si es que a uno le daban ganas de comérselos o tragárselos así, sin ensalada J. Cuando las gasolineras abrieron había policías varones en labores de vigilancia de las largas filas de autos ya que se habían producido muchas peleas. Tampoco funcionaban los teléfonos celulares ni los teléfonos residenciales. Los hermanos no podían comunicarse con sus familiares de otras partes y los ancianos tampoco podían llamar a la sucursal o al superintendente de circuito. Sin embargo, una vez calmado un poco el shock, mucha gente se dio cuenta que aun tenían bencina como para viajar unos 45 minutos hacia el sur para poder usar sus teléfonos celulares y así llamar a la sucursal o a familiares y conseguir enseres. Nosotros decidimos optar por hacer esto.
Lamentablemente cuando llegamos allá ya no quedaban enseres importantes tales como agua enbotellada, comida en lata, y artefactos para calefaccionarse. Decidimos ir a la tienda de Lowe y nos inscribimos en una lista de espera para conseguir una de las estufas a parafina que al parecer venían en camino desde Texas. La dejamos pagada y volvimos al día siguiente a la hora que nos indicaron.
Lamentablemente mucha gente que ni siquiera se había inscrito en la lista de espera se fue a la parte de la trastienda mientras el camión descargaba las estufas y se metieron al camión a llevarse las estufas… ¡mientras las estaban descargando! El personal de la tienda Lowe logró recuperar 12 estufas. Quedaban 54 personas esperando su turno para que les entregaran su estufa que ya había sido pagada. Debido a lo ocurrido, nos tocó ver a mucha gente llorando, gritando. Comenzaron a lanzar groserías a la gerente del local hasta el punto de hacerla llorar hasta abandonar el lugar. Fue horrible cómo reaccionaba la gente desamparada.

Hubo gente que murió debido a los gases tóxicos al usar incorrectamente algún generador o estufa a gas. Mucha gente que usaba estufas a parafina despertó con severo dolor de cabeza. Hubo bebés que murieron por congelamiento.

A pesar de todo, nuestros hermanos se cuidaron mutuamente. Nos alegra el corazón informarles que ningún individuo de la congregación pasó una noche con frio o soledad. Nos mudamos de casa unos con otros y compartimos lo que había disponible. ¡Fue una experiencia muy fortalecedora para nuestra fe! Una hermana que es mamá sola y es de nuestra congregación recibió la visita de 4 ó 5 familias y una vez que volvieron las líneas telefónicas notó que tenía muchos mensajes preguntándole si estaba bien. Además visitamos a los estudios y las revisitas. Esta fue una experiencia de enriquecimiento también. Ahora sabemos lo que realmente debemos poner en el bolso que nos dijo la organización que debemos tener J. Mucha agua, comida en lata, una cocinilla de camping con su tanque de gas, una cortadora de leña, papel higiénico y algo que nos sirva para calentarnos, parafina, gas o leña seca.

Nos fuimos a Memphis, Tenesse por 2 días junto a Kelly y otra familia y logramos quedarnos con los hermanos allá. También pudimos escuchar un discurso de una congregación del área de desastre por teléfono. Al anciano dijo: “Ahora podemos entender mejor el texto de Mateo 24:20: ‘Sigan orando que su huida no ocurra en tiempo de invierno.’”J Luego dijo: “Que es lo único que no debemos olvidar en caso de desastre?… nuestra confianza en Jehová, él nos ayudará.” Dijo que ser parte de la organización de Jehová es una protección real, una muestra de ello fue que nos preocupamos por todos y nos aseguramos que todos fueran contactados y recibieran ayuda. Una señora mayor del territorio dijo que nadie de su iglesia la había ido a visitar en una semana, pero como ella estudiaba la Biblia, una hermana estuvo dispuesta a usar su escaso y preciado recurso de bencina de su auto para visitarla. La señora se sintió impresionada y agradecida. Luego dijo el hermano: “Asegurémonos de contactar a cualquiera que esté relacionado con la congregación. Esto incluye a los inactivos y a los que estudian la Biblia.” Dijo además que si todavía algunos no habían preparado un bolso con un kit en caso de desastres o aun no habían entregado su número telefónico y dirección. ¡YA es el momento de obedecer esta instrucción! Justo ahora es tarde pero al menos podemos prepararnos para el próximo desastre. Dijo que si nosotros decidiéramos abandonar nuestra casa entonces es importante dejar una nota en la puerta o en el Salón del Reino indicando nuestro paradero y si hay algo que necesitemos. Dijo: “esto es lo mejor que nos ha pasado ya que en realidad pensamos que estábamos preparados para un desastre pero en realidad no lo estábamos. Ahora sabemos que más tenemos que hacer.” Otro anciano de otra congregación también dio un discurso y dijo en un tono solemne: “He dormido muy poco… Hermanos, estamos afrontando un desastre. Las antenas de teléfonos celulares están diseñadas para seguir funcionando…NO FUNCIONARON. Se rompieron las cañerías del agua. Los generadores que venían de Atlanta no lograron llegarnos en muchos días. No hay agua, electricidad y fugas de gas. Los caminos están intransitables. Esto ha ocurrido en tan solo 2 días de una tormenta de hielo. Imagínense el poder de Jehová en Armagedón. Proverbios 22:3 dice ‘Sagaz es el que ha visto la calamidad y procede a ocultarse.’ El esclavo fiel y discreto nos advirtió y preparó para ello, HEMOS PRESTADO ATENCIÓN?”
Agradecemos a Jehová por la experiencia aprendida! También esperamos que nuestra experiencia pueda ayudar a nuestros hermanos en otras áreas del mundo que aún no han tenido que pasar por este tipo de desastre, y reitero: aún. Por favor prepárense y prepárense para compartir! No es tan caro comprar agua embotella da cada vez que uno va de compras. Y recuerden confiar en Jehová y apegarse a su organización y siempre ayudar a nuestros hermanos. Las cosas empeorarán.
La gran tribulación sera mucho peor que cualquier cosa que hayamos experimentado. JEHOVÁ NOS ESTÁ PREPARANDO AHORA! PRESTEMOS ATENCIÓN a su consejo mediante el esclavo fiel y discreto. Luego se sentirán felices de haberse preparado. No solo debemos preparar nuestro kit de emergencia con lo necesario, sin embargo nuestro corazón y nuestra mente. NO es fácil vivir con otras personas por períodos prolongados de tiempo, por lo tanto debemos trabajar en desarrollar el fruto del espíritu ahora para que a nuestros hermanos se les haga fácil estar con nosotros en tiempos de angustia.
Una actitud negativa solo causa amargura y desunión así es que debemos luchar en forma constante contra esta tendencia ahora. Si prestamos atención a Jehová todos nos encontraremos a salvo. A todos les enviamos nuestro amor!!
Nuestro tiernos cariños para ustedes,
Familiam Relyea

Fuente : Ana

Coro para la dedicación del Salón de Asambleas Sant Quirze

Coro dedicación nuevo Salón de Asambleas Sant Quirze Testígos de Jehová

Para descargarlas aquí :
cantico 84
Cantico 171
Cantico 212

Coro para la dedicación del Salón de Asambleas Sant Quirze en España
Cántico 171: “La canción de victoria”

Cántico 212: “Gracias, Jehová”

Cántico 84: “Las grandes y maravillosas obras de Dios”

Terremoto: Noticias de nuestros hermanos de Italia

Received from a friend in Bethel – translated from German

Dear ones,

Today at lunchtime there was an announcement from the Bethel family stating:

The branch office in Rome informed us that 242 brothers are living in that region, belonging to 3 congregations.

No one was bruised but some have lost everything. They will be brought into caravans and in an Assembly Hall and are supplied well. Two brothers from the Bethel came to them and care for the brothers. At the moment there is no need of external help.

Warm regards Stephan.
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Deutsch

….das habe ich von einem Freund aus dem Bethel erhalten:

Ihr Lieben,

heute Mittag gab es eine Bekanntmachung an die Bethelfamilie mit folgendem Inhalt (sinngemäß):

Das Zweigbüro in Rom informierte uns, dass 242 Brüder in der Region wohnen, die auf 3 Versammlungen aufgeteilt sind. Niemand wurde verletzt aber einige haben alles verloren. Sie werden in Wohnwagen und in einem Kongresssaal untergebracht und gut versorgt. Zwei Brüder des Bethels sind hingefahren und kümmern sich um die Brüder. Vorerst wird keine auswärtige Hilfe gebraucht.

Liebe Grüße: Stephan
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Dear Brothers

Having served in Italy and as my son has a property about 100k north of the zone I called “those who know”. Here is the position:

There are three congreagtions in L’Aquila all about 70/80 each. None died. None injured. One was missing now found. All went to the shared KH whose roof had caved in so could not be used. Within 2 hours after quake (3.30am local time) all 3 congregation publishers using the joint hall had assembeld at KH. They were all transported to the nearest Assembly Hall at Rosetto di Abruzzo. Meanwhile from all over Italy Bethel were directing brothers, who were donating caravans and RVs, to the Rosetto Assembly Hall which has a large car park. There families from quake were accommodated in their “own home”, Food was organised. Each AH in Italy has blankets, camp beds and camper cookers in store for emergengies. (Forward thinking!!!). JW doctors have arrived and have given evacuees a medical checkup and made out prescription drugs for those who lost their prescriptions in the quake.

In Rome Bethel when the quake occured all woke up and left they rooms and stood clear of the building for about an hour.

I hope you all experience a thrill in your spine as you consider what all this implies. The local L’Aquila brothers are saying 80% in the affected area including themselves have lost everything including their homes and possesions but for the worldly ones a life time’s work has disappeared but for the brothers their hope remains. They say thanks to YHWH for deliverance and the comfort of the brothers’ evidence of practical love.

Await the definitive news from the FS…

Your brother

Robin