Libertà religiosa nella regione della Transnistria

Libertà religiosa nella regione della Transnistria

Di Felix Corley

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Altre fedi stanno incontrando ostruzione da parte delle autorità della Transnistria, specialmente i Testimoni di Geova. Solo a due delle loro 32 comunità è stato permesso registrarsi e nessuno dei loro responsabili ha ricevuto alcuna credenziale. “Zalozhkov (portavoce del presidente Igor Smirnov, n.d.r.) non vuole registrare le nostre comunità e non vuole darci alcun riconoscimento”, ha detto Anatoly Cravciuc dei Testimoni di Geova al Forum 18 dalla capitale della Moldova Chisinau il 3 agosto. “Nonostante negli ultimi due anni essi non ci abbiano multato per il fatto che non possediamo la registrazione, noi vogliamo la registrazione affinché le sanzioni improvvisamente non inizino di nuovo”. La comunità di Grigoriopol ha impugnato la negazione della registrazione presso la corte, risultando inutile.

Cravciuc ha detto che Zalozhkov non è riuscito a vedere liquidata attraverso le corti la comunità dei Testimoni di Geova di Tiraspol, malgrado un lunga serie di cause iniziate nel 2002. “Nel 2004 l’ufficio del pubblico ministero non ci riuscì, ma essi continuano a provarci”, ha detto al Forum 18. “Zalozhkov ha scritto all’ufficio del pubblico ministero nuovamente nel settembre 2005 reclamando che la nostra comunità sta violando la legge”.

Cravciuc ha lamentato che Zalozhkov ha scritto lo scorso anno alle loro comunità chiedendo informazioni approfondite, incluso il loro reddito e le loro uscite, quante persone sono assunte, quanti bambini prendono parte alle funzioni e che tipo di educazione la comunità provvede. Egli aveva minacciato che la mancata comunicazione immediata di tali informazioni sarebbe stata punita con un’ammenda. “Noi abbiamo impugnato questo comportamento in quanto egli non ha il diritto di richiedere tutte queste informazioni”. L’istanza legale da parte della comunità religiosa dei Testimoni di Geova di Ribnita sarà ascoltata il 14 agosto presso la corte cittadina di Tiraspol.

I Testimoni di Geova inoltre lamentano l’impossibilità di tenere eventi su grande scala. “Noi non abbiamo tenuto un congresso in Transnistria dal 1997”, ha detto Cravciuc al Forum 18, “benché noi desidereremmo farlo”. Egli ha reclamato che i Testimoni di Geova sono stati estromessi dal poter chiedere in affitto locali idonei. Egli ha citato una lettera in cui Zalozhkov ha scritto ai direttori di uno stabilimento diversi anni fa mettendo al bando Testimoni di Geova, Pentecostali ed altri dal poter chiedere in affitto locali di proprietà dei commercianti.

Il funzionario per gli affari religiosi Kovalchuk ha rigettato le lamentele dei Testimoni di Geova. “Essi possono dire quello che vogliono, ma sono calunnie e bugie”, ha detto al Forum 18. “Le loro comunità non ottengono la registrazione perchè la documentazione non è corretta. Ed essi non possono chiedere in affitto altri edifici in quanto l’attività missionaria e permessa solo negli edifici di culto. Affittare immobili commerciali è contro la legge”.

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Un pensamiento en “Libertà religiosa nella regione della Transnistria”

  1. Ciao a tutti!

    Questa notizia è tratta dal forum 18 (versione originale in inglese). La traduzione qui riportata è tratta da questo link: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=362.

    Saluti cristiani e che Geova vi benedica.

    Fabio

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    Hello!

    This news is published in forum 18 website (original version in English). The translation which there’s pasted, it’s from: http://www.cristianitestimonidigeova.net/Portal/articolo.aspx?Articolo=362.

    Christian greetings and Jehovah blesses you.

    Fabio

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