Mi puntava la pistola e mi diceva di dargli i soldi

“Mi puntava la pistola e mi diceva di dargli i soldi”
Una donna 57enne è rimasta in balìa di un rapinatore, per oltre quaranta minuti, con il volto coperto e armato di pistola. “Credi di essere a Carnevale?” mi ha risposto che era una rapina confessa la donna

Modena, 20 Maggio 2008 – “Ho imparato dai film americani che i banditi devi farli parlare, devi cercare di allacciare un dialogo così che ti identifichino come persona e non come ‘obiettivo’. In questo modo per loro risulta più difficile farti del male”, dice Ester Carmela Testagrossa, di 57 anni, rappresentante di una ditta di prodotti per la casa. Ieri è rimasta per oltre quaranta minuti in balìa di un rapinatore mascherato e armato di pistola. Se l’era trovato sotto casa, un’abitazione isolata in via Del Malandrone Coscogno, nella frazione di San Dalmazio di Serramazzoni, poco dopo le 13. La donna vive da sola, non aveva alternativa, l’ha fatto entrare.

“Mi ero affacciata sul portichetto quando me lo sono visto davanti, incappucciato e con la pistola. — ricorda Testagrossa – Ho impiegato qualche secondo a capire cosa stava avvenendo, tanto è vero che d’istinto gli ho detto: “Credi di essere a Carnevale?” Mi ha risposto che era una rapina con un tono che mi ha fatto passare la voglia di scherzare”.

Una volta dentro il rapinatore, sui 25 anni e di carnagione chiara, ha chiesto alla vittima di dargli tutti i soldi che aveva. “In casa non c’è niente, ho tutto in banca, e poi sono povera”, — ha replicato. Non è stata creduta: “Ha cominciato a rovistare ovunque, a mettere tutto sottosopra, a portarmi da una stanza all’altra tenendomi sotto tiro. Parlava un buon italiano, ma non credo che lo sia, usava frasi che sembravano… imparate”.

“Ma perchè fai il ladro, perchè non ti trovi un lavoro? Gliel’ho chiesto perchè volevo farlo parlare. Mi ha risposto che rubare era più redditizio — ricorda la rapinata —. Nel frattempo, mano a mano che passavano i minuti, mi scoprivo più coraggiosa, non avrei mai creduto di avere tanto sangue freddo. Penso che ad aiutarmi non siano stati solo il film polizieschi, però. Sono testimone di Geova e sono convinta che a darmi la forza siano stati soprattutto Dio e Gesù Cristo. Sono loro che invocavo ad alta voce mentre il bandito mi teneva puntata addosso la pistola”.

Dopo avere passato al setaccio il pianterreno e avere trovato 25 euro in una borsetta il rapinatore a costretto il suo ostaggio ad accompagnarlo al piano di sopra. “Ha trovato altri 30 euro e un paio di orecchini d’oro che mi aveva regalato mio fratello — dice Ester Testagrossa —. Non era soddisfatto, ovviamente, ma ha capito che in casa non avevo davvero altro denaro. A quel punto ha detto che doveva legarmi. Prima ha provato a farlo con una corda, che però continuava a slegarsi.

Poi ha trovato un paio di quei lacci di plastica che usano gli elettricisti. “Ti devo legare e ti devo prendere l’auto”, mi ha detto con tono quasi dispiaciuto. Si vede che parlare era servito a intenerirlo un po’. Si è fatto consegnare le chiavi di una vecchia Fiat Uno che uso come seconda auto e poi mi ha legato ai supporti di uno scaffale di metallo, ma nel frattempo ero riuscita ad afferrare un paio di forbici che conservavo in un cassetto lì vicino. Prima che uscisse ho detto a quel ragazzo che gli volevo bene lo stesso nonostante fosse un ladro. Mi sentivo di dirglielo, sono molto religiosa. Non so se abbia capito, ma mi ha risposto che mi avrebbe fatto ritrovare l’auto”. Ester Testagrossa si è liberata in pochi secondi e ha telefonato ai carabinieri.

di Alberto Iori

http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net/modena/2008/05/20/90156-puntava_pistola.shtml#

 

 

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