Petizione contro la “Sala del Regno” a Savutano

LAMEZIA TERME – Il rischio di rendere la democrazia e il valore della legalità una luccicante scatola vuota è avvisato. La volontà di concedere 5 mila metri quadri di magnifico terreno attualmente di proprietà del Comune all’associazione dei testimoni di Geova, scelta che influirebbe inevitabilmente sulla lottizzazione del territorio comunale, va spiegata. Lo chiede il Comitato di Cittadinanzattiva della zona Savutano.

Nell’accorato appello per il no alla “Sala del Regno” da parte dei residenti non ci sono ragioni occulte. È tutto chiaramente circostanziato. Duemila sono le firme. Molte di più sono le voci che hanno paura di uscire allo scoperto: «Qui si spara». E non è una denuncia. «Le nostre firme sono preghiere che chiedono attenzione», esclamano i cittadini in coro, «e un controllo vigile, un esame approfondito della questione da parte del sindaco e del consiglio comunale».

Il moto civico di Savutano parte dopo che il primo giugno scorso la giunta richiama i trenta consiglieri a deliberare sulla cessione di estesi terreni a Savutano per un’opera ciclopica destinata ai raduni dei testimoni di Geova. «Ma niente parchi giochi o aree per attività che non siano di dormitorio in questo quartiere», protestano i residenti. La questione si inabissa.

Tre sedute convocate ad hoc dalla commissione Urbanistica che precede e prepara i lavori del consiglio non hanno registrato il numero legale. All’appello, secondo i cittadini interessati, mancherebbe la convinzione che le scelte da garantire debbano rispettare la volontà popolare. Le ragioni esposte nella petizione mettono in discussione nella forma e nella sostanza le motivazioni dell’atto deliberato dalla giunta. Le stesse che furono nella proposta iniziale dei commissari. La richiesta di cedere per 99 anni all’associazione un’enorme area pubblica, infatti, viene istituzionalmente travasata dall’ufficio patrimonio del Comune alla commissione straordinaria. Siamo nel settembre 2003. Ad avallare quell’atto “straordinario” per la costruzione della “Sala del Regno” c’è la considerazione che «l’elevato valore sociale della congregazione dei testimoni di Geova facilita l’aggregazione della popolazione e l’insegnamento di valori etici, civili e sociali che favoriscono l’educazione alla legalità». Ma i cittadini non condividono.

«L’Istituzione, questa volta democraticamente eletta, dovra scegliere e decidere», dicono i residenti di Savutano, «perchè qui senza una decisione si corre il rischio che dopo i terreni ad essere lottizzata sia la democrazia». Per cogliere la portata della “preghiera” bisogna andare sul posto e dare un’occhiata semplice: «È terreno fertile e gli adepti di Geova non hanno in mente di coltivare i vitigni».

Fonte: gazzettadelsud.it

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