Trasfusioni di sangue e TdG: ancora un altro intervento

Trasfusioni di sangue e TdG: ancora un altro intervento

Carlo Giovanni Moriondo, appartenente alla comunità cristiana dei Testimoni di Geova, interviene nuovamente in seguito alla pubblicazione di una e-mail particolarmente critica sull’argomento ‘Trasfusioni di sangue’.

“Gentile Direttore, n relazione all’articolo “Trasfusioni di sangue, lettera di un lettore di Trento” volevo renderle noto che il signor Achille Lorenzi è un noto detrattore dei Testimoni di Geova, tant’è che cura un sito dedicato esclusivamente alla confutazione della nostra fede. Le dico questo perché chi non conosce bene la questione potrebbe pensare che il signor Lorenzi sia mosso unicamente da uno spirito umanitario e non strettamente ideologico, e che le sue argomentazioni abbiano un valore assoluto di scienza perché apparentemente logiche e condivisibili e basate su un principio universalmente riconusciuto, almento a parole: la vita va preservata a tutti i costi.

Questo principio è davvero condivisibile in assoluto? E il diritto alla autodeterminazione, ovvero al poter decidere della nostra vita in modo autonomo, è un principio primario o deve chinarsi al primo?

È di questi giorni la notizia di quella povera ragazza pachistana sgozzata dal padre perché si comportava in modo troppo occidentale; ebbene, tutti, compresi noi TdG, sono stati concordi nel dire che in quel caso il vero principio da salvaguardare era quello che le garantiva il diritto di decidere in modo autonomo della propria vita, principio da difendere anche a costo di perderla, la vita. Per difendere questo suo inviolabile diritto, l’autodeterminazione, questa ragazza ha preferito sfidare i pregiudizi del padre andando incontro alla morte. Eppure lei sapeva che stava rischiando la vita, non avrebbe dovuto scegliere la vita alla morte? Non sarebbe stato giusto imporle la legge dei suoi padri pur di preservarla in vita? Certo che no, però è giusto, secondo il signor Lorenzi e di quanti la pensano come lui obbligare un TdG ad assumere sangue contro il suo diritto alla autodeterminazione perché è in gioco la sua vita! Appunto la SUA vita, del TdG, non del signor Lorenzi o la vostra!

L’anno scorso ci fu una donna che era pronta a morire pur di non amputarsi il piede; ebbene, nessuno avrebbe mai potuto obbligarla a farlo, eppure ne andava di mezzo la sua vita! Che differenza c’è con la trasfusione di sangue? Potrebbe un malato di cirrosi epatica essere costretto ad un trapianto di fegato? No di certo! Però queste persone ritengono che si debba obbligarci a fare un trapianto di sangue! (il sangue spesso viene identificato come un vero e proprio organo)

Un altro esempio, più vicino a noi TdG: durante la seconda guerra mondiale molti nostri fratelli, soprattutto tedeschi ma anche italiani, sono stati imprigionati nei campi di concentramento. Migliaia hanno perso la vita per non perdere la propria integrità di fronte al nostro Dio, il cui nome è Geova, italianizzazione del nome Yehowah, derivante dall’ebraico YHWH, come Gesù è l’italianizzazione del nome latino Jesus che deriva dall’ebraico Yehoshua (in questi giorni di guerra si è parlato spesso di uno scrittore ebraico con questo nome). Ebbene, SOLO ai TdG veniva data l’opportunità di uscire indenni dai campi di concentramento firmando una semplice abiura alla propria fede (strano, vero?). Secondo voi, quelli che si sono rifiutati perdendo così la vita, sono da considerarsi dei pazzi o dei martiri cristiani? (per inciso, la nostra denominazione esatta è Congregazione Cristiana dei TdG) Delle persone sconsiderate o degne del nostro apprezzamento per come sono rimasti saldi nella loro fede ed integri di fronte a Dio?

Io, come TdG, non vi chiedo di condividere le profonde motivazioni per cui preferiamo morire piuttosto che perdere la nostra integrità di fronte a Dio nella questione del sangue, ma vi chiedo di rispettare la nostra dignità umana e il nostro diritto alla autodeterminazione, così come io rispetto i vostri, e di rispettare e riconoscerci il nostro diritto di educare i nostri figli secondo i principi biblici così come noi rispettiamo e riconosciamo il vostro di educarli come meglio credete.

Ci sarebbero poi tante cose da dire sull’opportunità di rifiutare una trasfusone di sangue, ma il discorso diventerebbe troppo lungo. Chi desidera approfondire tali tematiche può rivolgersi ad un TdG qualunque, in genere siamo facilmente identificabili, facendoci magari accomodare quando veniamo a trovarvi a casa vostra, oppure può consultare il nostro sito ufficiale all’indirizzo in lingua italiana: www.watchtower.org (vedi nelle sezioni “Consulta” e “Altri argomenti”). Mi sembra comunque corretto inserire un’anticipazione di quanto potrete trovare, per esempio in relazione ad un TdG che morì a causa del rifiuto di una trasfusione:

“Tuttavia l’anno dopo il British Journal of Surgery (ottobre 1986) pubblicò un articolo in cui si riferiva che prima dell’avvento delle trasfusioni l’emorragia gastrointestinale aveva “un tasso di mortalità del 2,5% soltanto”. Da quando le trasfusioni erano diventate un fatto di routine, ‘la maggioranza degli studi statisticamente significativi indicava una mortalità del 10%’. Come mai il tasso di mortalità era quattro volte più elevato? I ricercatori davano questa spiegazione: “La trasfusione precoce sembra invertire la risposta di ipercoagulabilità indotta dall’emorragia, favorendo così la ripresa del sanguinamento”. Quando il Testimone con l’ulcera sanguinante aveva rifiutato il sangue, la sua scelta in effetti aveva forse accresciuto le sue probabilità di sopravvivenza.”

Per chi invece vuole farsi un’idea neutrale può consultare un sito della facoltà di medicina dell’università di Pisa: www.med.unipi.it. È interessante quanto viene riportato nella testata del sito: “E’ stato detto che se i globuli rossi conservati fossero oggi sottoposti alla Food and Drugs Administration come nuovo prodotto biologico, non sarebbero approvati per l’uso trasfusionale a causa della mancanza di dati adeguatamente dimostrativi della loro efficacia”. Weiskopf RB, Transfusion 1998. Cordialmente, Carlo Giovanni Moriondo (Testimone di Geova)”.

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